Ha apusato dei figli della moglie. Per questo i giudici della Corte di Cassazione, hanno confermato la condanna a nove anni per G.D.L, agente di polizia penitenziaria.  La suprema corte, infatti, ha respinto il ricorso (proposto dall’avvocato Michele Sarno) avverso la condanna d’appello che era stata inflitta all’agente.

I fatti risalirebbero al 2011: fino al mese di aprile di quell’anno, secondo le accuse, l’uomo avrebbe abusato sessualmente dei figli della moglie con la quale viveva a Pontecagnano Faiano (i ragazzi, figli di padri diversi, avevano 14 e 6 anni e sono stati rappresentati al processo quali parti civili dall’avvocatessa Francesca Vista).

La vicenda venne alla luce in seguito alla denuncia di una pediatra salernitana che notò un comportamento anomalo da parte dei due ragazzini oltre al fatto che l’imputato, nella sala d’aspetto dello studio, si lasciò andare ad un atto masturbatorio (la cosa fu notata da una cliente che riportò alla professionista quanto visto). A quel punto i due fratellini furono convocati dai responsabili del Not e nel corso degli incontri emersero elementi di forte preoccupazione tanto che il sostituto procuratore Rotondi dispose subito un incidente probatorio dove il più piccolo dei fratelli raccontò le violenze subite in più di un’occasione. Sotto processo era finita anche la madre dei due fratelli per non essersi accorta di ciò che accadeva tra le mura di casa ma è stata assolta.

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