La vita frenetica, il pensiero di non arrivare a fine mese, la paura di non poter garantire ai figli l’ultimo telefonino: questi sono i genitori preoccupati che non riescono a cogliere i segnali di malessere, lanciati dai propri figli, che li portano poi alla fuga. Sono figli svogliati, depressi, introversi, con improvvisi scatti di rabbia. Che hanno bisogno solo di essere ascoltati.
Perché si fugge dalla propria famiglia?
È quasi un paradosso, si fugge dalla propria famiglia, dal luogo dove, almeno in teoria, ci si dovrebbe sentire al sicuro. I ragazzi scappano di casa principalmente perché litigano troppo con la loro famiglia. Sempre più adolescenti non vanno d’accordo con mamma e papà. Vivono in una condizione di stress quotidiano non indifferente e scontrarsi così spesso con le idee diverse dai genitori agita i ragazzi.
Scappare è un segnale forte
Scappare di casa è una vera e propria richiesta di aiuto. Infatti, le fughe degli adolescenti, durano solo un giorno. Potrebbero definirsi come allontanamenti provocatori: “hai visto di cosa sono capace?”. Così facendo l’adolescente conquista più spazio in famiglia, le concessioni, più internet e meno compiti. Un vero e proprio ricatto.
E se i problemi sono fuori?
Gli allontanamenti volontari degli adolescenti non avvengono solo per motivi familiari. Ci sono famiglie perfette, quasi da manuale, che vivono ugualmente l’angoscia della scomparsa di un figlio.
Il bullismo, i problemi a scuola e i rapporti sentimentali tormentati sono solo alcuni degli input che investono i ragazzi. Scappare di casa diventa quindi l’unica soluzione estrema a cui non si dovrebbe mai arrivare.