Il “piano perverso” delle aggressioni con l’acido “proveniva dalla mente” di Alexander Boettcher e nell’ambito di questo progetto “lui ha trovato la mia condanna, che doveva essere il carcere. Io ero l’unica che doveva finire dentro”. Queste le parole di Martina Levato, durante il processo d’appello a carico dell’ex amante, ribadendo che fu lui “per la sua gelosia ossessiva il regista dei blitz. Senza assumersi le due responsabilità”. “Dapprima – ha raccontato in aula l’ex bocconiana – Alex mi propose una serie di prove d’amore e io non ho avuto la forza di dire no. Poi è stata un’escalation. Allora non ero lucida, solo adesso mi rendo conto che mi aveva sottomessa. Il nostro era un legame forte ma malefico. E dopo 6 mesi di relazione con lui, io ero gia’ in carcere”.

Fu Alex, ha detto ancora l’ex studentessa, a decidere di passare all’acido dopo il fallito tentativo di evirazione ad Antonio Margarito, giovane con cui Martina aveva una relazione occasionale nell’estate 2013: “Siccome non ero stata capace di usare il coltello, ha pensato di usare l’acido per facilitarmi il lavoro. Io non ho mai covato nessun proposito di vendetta nei confronti dei miei ex. Tutte le idee venivano dalla sua testa. E io ho aderito al suo piano”.

“Alex – ha aggiunto Martina – mi aveva proposto un patto, io dovevo entrare in carcere per espiare i miei torti, mentre lui e Magnani no, io mi sono prestata perché ero sottomessa, dovevo sempre essere io in prima linea a rischiare”. Anche se lei, come ha chiarito, non aveva un desiderio “di vendetta” nei confronti dei ragazzi con cui aveva avuto relazioni anche fugaci. Come appunto Antonio Margarito, che subì un tentativo di evirazione, Giuliano Carparelli, che subì un tentativo di aggressione con l’acido e Pietro Barbini che venne sfigurato.

La giovane, invece, ha sempre negato di aver partecipato al blitz contro Stefano Savi, che venne sfregiato per uno scambio di persona. “Alex si confrontava con me – ha spiegato ancora Martina – ma tutte le idee venivano dalla sua testa, io ho aderito al suo piano”.

 

 

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