“I conduttori di talk show dedicati a fatti di cronaca nera, specie se invitano in trasmissione i parenti delle vittime noti per recriminazioni già espresse, devono ‘evitare di dare la parola’ a soggetti che possono lasciarsi andare a giudizi offensivi, ad esempio nei confronti dei magistrati inquirenti, e se questo accade devono ‘intervenire nel corso dell’intervista’, chiarendo o chiedendo precisazioni, per disinnescare la portata diffamatoria di certe affermazioni. In nessun caso, chi conduce un talk può condividere l’opinione di un genitore affranto che sostiene che il pm sarebbe stato più solerte se l’inchiesta avesse riguardato persone ‘di una più rilevante posizione sociale’.

In questo modo si è espressa la Corte di Cassazione, che ha annullato l’assoluzione di Massimo Giletti dall’accusa di aver diffamato il pm di Genova Enrico Zucca nel corso della puntata della trasmissione ‘L’Arena’, andata in onda su RaiUno il 4 agosto 2008, dedicata al caso di Luca Delfino, allora indagato per l’omicidio di due sue ex fidanzate (Per l’omicidio della prima è stato prosciolto). Il pm Zucca era finito al centro di una polemica perchè, nonostante le raccomandazioni della polizia, non aveva arrestato Delfino subito dopo il primo delitto, quello di Luciana Biggi avvenuto a Genova il 28 aprile 2006, ritenendo non ci fossero gli indizi necessari per fermarlo. Nel corso della trasmissione, la mamma di Antonella Multari, la seconda vittima uccisa per strada a Sanremo il 10 agosto del 2007, aveva commentato l’operato di Zucca dicendo ‘voglio vedere se era sua figlia, se c’erano gli indizi sufficienti, voglio vedere…’.

Massimo-Giletti

Alla replica, in studio, del procuratore di Genova Maurizio Laudi che aveva garantito che “se si fosse trattato della figlia di un magistrato, le cose non sarebbero andate diversamente”, Giletti aveva obiettato di “nutrire dubbi su questo”. Ad avviso dei giudici della Cassazione, “se può senz’altro esprimersi l’opinione che un magistrato abbia sbagliato, senza volerne offendere la reputazione, è ‘ictu oculi’ diffamatorio sostenere che un magistrato calibri il proprio impegno a seconda di chi si trovi dinanzi”. Pertanto e’ stato accolto il ricorso di Zucca, il pm nei processi ‘Diaz’ per le violenze della polizia al G8 di Genova, contro il proscioglimento di Giletti, e adesso sarà una causa civile a determinare l’importo del danno da diffamazione da lui subito per essere stato oggetto dei dubbi di Giletti. In primo e secondo grado, invece, il conduttore era stato assolto dai magistrati torinesi. Secondo i giudici dell’appello, Giletti si era solo fatto portavoce di una ‘chiave di lettura generalizzata’, non voleva offrire ‘avallo’ allo ‘sfogo genitoriale’ ma piuttosto ‘mediazione’. Questa tesi in Cassazione non ha retto. (Fonte: sanremonews)

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