Ieri sera, una folla inferocita, si è radunata d’avanti la caserma dei Carabinieri di Ciró Marina. Voci sempre più frequenti avevano fatto credere alla popolazione che i militari avessero bussato anche alla porta di Caterina Fuscaldo, moglie di Salvatore, dalla scorsa settimana in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato. Dopo ore di attesa, sono stati gli stessi Carabinieri a smentire le voci e hanno invitato i cirotani a fare ritorno a casa. Ma nessuno ha creduto alla loro versione: “lei è già dentro e per paura di linciaggio (come fu per Salvatore Fuscaldo ndr) non vogliono ammettere di averla presa” urlano alle telecamere dei giornalisti accorsi sul posto. I due, quindi, per i concittadini avrebbero avuto entrambi un ruolo importante nella morte della giovane commessa Antonella Lettieri, uccisa barbaramente la sera dell’8 marzo. Tante le dirette sul social network Facebook che hanno mandato online le ore di trepidante attesa condite da tanta voglia di giustizia. Perché la Caserma era però al buio? Che ci fosse qualcuno dentro che non volevano far vedere? Si trattava di Caterina o di persona estranea a quel fatto?

Il cadavere di Antonella Lettieri, ricordiamo, era stato scoperto il 9 mattina dal cognato che era andato a cercarla perché non si era presentata al lavoro. La donna giaceva a terra, in un lago di sangue, vicino alla porta, col telefonino vicino ed il giubbotto ancora addosso. Un omicidio “efferato” era stato il primo commento dei carabinieri. Un’impressione confermata dall’autopsia. La donna, infatti, è stata uccisa con alcune coltellate e numerosi colpi sferrati alla testa ed al volto con un corpo contundente. Nel frattempo, archiviate le presunte bufale sull’arresto, i Ris di Messina continuano a svolgere le indagini; stanno analizzando, infatti, una ciocca di capelli trovata tra le mani di Antonella oltre ad un paio di scarponi insanguinati forse appartenenti allo stesso Fuscaldo.

 

 

Maria Tridico

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