È il 30 gennaio alle 18.58. Manuela Cacco invia il messaggio «Asaaas» al cellulare dell’amico Freddy Sorgato. Poi una valanga di sms senza senso («ewwweeeee….» e simili «troppo casualmente inviati» per il gip) forse per mascherare quello precedente. La sera del fermo in questura, di fronte a quell’sms, Manuela si giustifica: «Non blocco la tastiera… È partito». Poco prima i due avevano furiosamente litigato al telefono. Era seguito un sms rabbioso di Manuela: «E visto che sono un’amica, mi posso permettere di dirti che sei uno stronzo arrogante. Non esisti solo te. Vola basso caro che a volte volare alto...».