Il corpo dell’avvocato Alessandro Pietrogrande, 54 anni, è stato trovato ieri verso mezzogiorno dalla madre Annamaria Garola, 87 anni. È precipitato dal tetto collegato al terrazzo dopo aver perso l’equilibrio, morendo nel giardino interno della sua casa di via Euganea 88, dove nessuno ha potuto soccorrerlo, visto che era solo in casa.

Dai primi accertamenti del medico legale l’uomo potrebbe essere morto nella serata precedente, all’incirca 12-14 ore prima. Si era trascinato per qualche metro, spirando poco dopo. Nella caduta, dall’altezza di circa 6 metri, dev’essersi aggrappato alle tegole nel disperato tentativo di non precipitare: un paio sono state rinvenute a terra, vicino al suo corpo.

Dalla ricostruzione dei carabinieri, Pietrogrande durante la sera precedente si era chiuso in bagno e dalla finestra aveva facilmente raggiunto il terrazzo che si affaccia sul giardino interno. Si presume volesse scendere in cortile, magari uscire calandosi tramite una grondaia su un secondo terrazzo, con un salto avrebbe raggiunto il giardino: è solo un’ipotesi, visto che indossava un giubbino e delle scarpe da ginnastica. O forse si era seduto sul bordo del terrazzo magari a fumare, perdendo l’equilibrio. Quel che pare certo è che si tratta di una disgrazia, anche se ci sono delle evidenti stranezze nel suo comportamento.

 

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