“Ci siamo difesi, perché hanno sparato per primi verso mia moglie e io ho reagito”. Così Daniele Ferretti, il gioielliere pisano che martedì ha reagito a un tentativo di omicidio uccidendo uno dei tre banditi, ha spiegato l’accaduto agli investigatori. Secondo la Procura “sarebbero stati sparati 8 colpi, 2 da parte dei banditi e 6 dal gioielliere, 2 dei quali andati a segno”. L’uomo è indagato per omicidio volontario. La vittima è un italiano. E’ stata quindi formalizzata l’iscrizione nel registro degli indagati, per il reato di omicidio volontario, per Ferretti. Questo atto è collegato all’espletamento di accertamenti irripetibili e all’autopsia sul rapinatore morto, ai fini di assicurare tutte le garanzie a difesa dell’indagato. Il gioielliere era sul retrobottega quando i due malviventi sono entrati in negozio: è stata la moglie ad aprire a uno dei due malviventi avendolo riconosciuto perché era passato la sera prima per visionare alcuni preziosi promettendo di tornare il giorno dopo essendo sprovvisto, aveva detto, di carta di credito.

 

 

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