Sono state arrestate una maestra e una bidella in una scuola dell’infanzia lametina, in provincia di Catanzaro. L’accusa è quella di aver instaurato un clima di vero e proprio terrore in aula esercitando maltrattamenti aggravati ai danni di alcuni bambini.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e dal sostituto Emanuela Costa, erano state avviate a seguito delle denunce presentate separatamente da due madri che avevano espresso ai poliziotti del Commissariato il sospetto che i loro figli fossero vittime di maltrattamenti. Con l’aiuto di telecamere nascoste e di intercettazioni audio, le forze dell’ordine hanno scoperto “il clima di vero e proprio terrore” che regnava all’interno della scuola. Il Commissariato di Lamezia, in una nota stampa, parla di “ricorso sistematico alla violenza, sia psicologica che fisica, da parte della maestra e della collaboratrice scolastica, in danno degli allievi loro affidati, bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni, assunto quale usuale metodo educativo: costrizioni ad assumere cibo, strattonamenti, percosse, minacce, anche con il ricorso ad una bacchetta di legno sbattuta energicamente sulla cattedra, e gravi ed immotivate punizioni inflitte agli allievi, costretti a stare seduti o isolati dagli altri compagni”.

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