Da un lato un modello che vittimizza e non promuove la “responsabilizzazione”, dall’altra carenze sanitarie nel trattamento del disagio mentale. Sono alcuni dei rilievi del Garante delle persone detenute, nella prima relazione al Parlamento, che oltre a soffermarsi sui dati della detenzione, evidenzia ‘anomalie’. Il numero dei detenuti è andato diminuendo dal 2013, quando si raggiunse la soglia di 62.536. Ma “nel 2016 questo trend si è modificato con un leggero aumento delle presenze, che al 31 dicembre 2016 erano 54.632 e al 14 febbraio 2017 sono 55.713, con un incremento di oltre 1000 unità. Se si confrontano le presenze a fine gennaio 2016 e a fine gennaio 2017 si registra un aumento del 6,2%”. Nelle visite compiute in questi mesi, il garante ha riscontrato “l’isolamento di persone di difficile gestione” e “celle lisce”, cioè prive di suppellettili. Si tratta di una prassi per il trattamento del disagio mentale, in “molti, troppi, istituti”. Gli episodi di autolesionismo sono stati 1.262 da inizio 2017.

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