Alle 23 del 15 giugno scorso avrebbe effettuato sopralluoghi, rilievi e prove ‘cinetiche’ nell’albergo ricostruendo la dinamica della precipitazione dello studente. Si è trattato di “esami e test a cui era stata invitata la Procura di Milano o in subordine la polizia che sta seguendo l’indagine. Purtroppo, alle 23.00 in punto, quando abbiamo iniziato il meticoloso lavoro durato fino all’alba, l’ora del decesso di Domenico, non si è presentato nessuno”.
Una serie di test di insonorizzazione delle stanze dell’hotel e prove audiometriche, rilievi ed accertamenti che avrebbero permesso al pool incaricato di trovare nuove tracce biologiche riconducibili a Domenico Mauranonio. “Tutti elementi, quelli raccolti che possono fornire un quadro il più esauriente possibile su una vicenda in cui l’unica certezza è che Domenico non si è suicidato; analisi, le nostre, che servono a fare chiarezza, perché troppe voci ed indiscrezioni stanno girando senza che si abbia l’autentica percezione del caso”.