SIMONE GORLA per LA STAMPA

Massacrata dal marito in camera da letto con 23 coltellate, dopo vent’anni di violenze e minacce. Così si è consumata la morte di Rosanna Belvisi, 50 anni, dipendente Inps, nel suo appartamento di 30 metri quadrata al Lorenteggio, periferia sud di Milano. L’assassino, Luigi Messina, 53 anni, è un’ex guardia giurata con piccoli precedenti per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. Dopo aver negato tutto per ore, ha confessato alle 4 di questa mattina quando le contraddizioni nella sua versione dei fatti sono diventate insostenibili. Per il dirigente della squadra mobile di Milano Lorenzo Bucossi, che ha condotto le indagini con il pm Gaetano Ruta, l’uomo ha dimostrato una “lucida freddezza” nel suo tentativo di nascondere le prove dell’omicidio.

Una storia identica a quella riportata nel 1995, quando Rosanna aveva ricevuto una coltellata e il marito aveva chiamato i soccorsi: anche allora aveva detto di aver trovata la porta di casa aperta e la moglie sanguinante. Lei non denunciò, e da allora la vita della coppia è stata un susseguirsi di liti, urla e minacce. Nel vicinato tutti sapevano, sentivano le urla provenire dall’appartamento al piano rialzato. Nessuno è mai intervenuto a difesa della donna. E solo due mesi fa, il 5 novembre, la polizia era stata chiamata per sedare un violento litigio.

Per il questore di Milano Antonio De Iesu, questo caso «è emblematico di un quadro famigliare malato, con rapporti violenti che non vengono alla luce». È la storia di una donna che è stata lasciata sola, senza aiuti per uscire da una vita di terrore. «La normativa in materia adesso c’è – ha ricordato De Iesu – le vittime di stalking devono ricorrere ai centri antiviolenza e avvisare le questure, che hanno il potere di “ammonire” gli uomini violenti». Eppure poche lo fanno. «Nell’ultimo anno ho incontrato personalmente 38 uomini violenti denunciati da mogli e compagne. «Il sistema funziona. Ma a Milano riceviamo centinaia di chiamate per violenze nei confronti di donne che invece non denunciano fino a quando è troppo tardi». Per questo, «la cosa più importante è sensibilizzare le donne: devono chiedere aiuto».

Quello di Rosanna Belvisi è il secondo caso di femminicidio nel giro di pochi giorni a Milano. Venerdì un’altra donna, Tiziana Pavani, 55 anni, era stata ritrovata morta nella sua abitazione. L’assassino è un ospite occasionale, Luca Raimondo Marcarelli, che l’ha uccisa con una bottiglia, in un raptus causato dall’effetto della cocaina.

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