Da quando le sue condizioni fisiche si erano aggravate, A. Z., ex operaio, invalido e costretto sulla sedia a rotelle, aveva fatto montare un ascensore nella sua abitazione per poter raggiungere agevolmente il primo piano. L’uomo aveva così cominciato a servirsi per  del dispositivo meccanico, una sorta di elevatore strutturato come montacarichi, per non rinunciare alla propria indipendenza. Ma qualcosa non ha funzionato all’apertura della porta, e stavolta, l’ascensore è stato fatale: per ragioni in corso di accertamento, gli ha reciso il capo.

Alla tragedia ha assistito una familiare, che lo stava aiutando a salire sulla piattaforma. Il dispositivo è entrato in azione autonomamente nonostante la porta fosse ancora aperta, circostanza mai accaduta in precedenza. L’anziano è rimasto intrappolato all’altezza del collo e, nonostante i ripetuti tentativi di spegnere la macchina, il dispositivo non si è fermato. Per A.Z. non c’è stato niente da fare. L’equipaggio del 118 e dei vigili del fuoco di Crema non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Sull’episodio indagano ora i carabinieri della stazione di Castelleone.

Di Sonia Russo

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