Aumenta, anche se di poco, l’esperienza diretta con la criminalità dei commercianti italiani. Un imprenditore su 10 infatti, ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsive nel 2016, con un aumento di un punto percentuale rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’indagine di Confcommercio-GfK Eurisko sui fenomeni criminali diffusa oggi in occasione del convegno “legalità mi piace”.

Inoltre, più di un imprenditore su quattro percepisce un peggioramento nei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto all’anno scorso, un dato che si accentua al nord-est, al sud e nel settore alimentare. In termini di perdite di fatturato, il costo dell’illegalità per commercio e pubblici esercizi, stima l’ufficio studi Confcommercio, è di 26,5 miliardi di euro nel 2016. In particolare, l’abusivismo commerciale è quello che registra le perdite maggiori con 8,1 miliardi di euro, a seguire l’abusivismo nella ristorazione, la contraffazione e il taccheggio.

Oltre a costare 26,5 miliardi di euro, il fenomeno dell’illegalità ha fatto perdere 180.000 posti di lavoro. È la denuncia del presidente di confcommercio Carlo Sangalli al convegno ‘legalità, mi piace’. “Le illegalità come estorsioni, rapine, furti, racket, usura e taccheggio non diminuiscono e – osserva Sangalli – quest’anno sottraggono alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 26,5 miliardi di euro di fatturato con la perdita di 180.000 posti di lavoro regolare”.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Sangalli, evidenzia come la legalità rappresenti un “principio indispensabile su cui si fonda la vita democratica del Paese e prima infrastruttura fondamentale per lo sviluppo economico e sociale”. “La legalità – scrive Mattarella – è un bene comune la cui tutela richiede la mobilitazione di tutte le forze disponibili”.

“Servono – prosegue il Capo dello Stato – rigore nel rispetto delle regole e coraggiose reazioni per denunciare ogni violazione e ogni ambigua complicità, oltre a efficaci azioni di prevenzione, contrasto e repressione, anche a difesa di chi reagisce e combatte prevaricazioni e sopraffazioni. Il rifiuto di soggiacere ad arroganze e soprusi è motivo di speranza per una società che non si rassegni a essere schiava dell’illegalità. I protagonisti di questa lotta vanno sostenuti con determinazione”.

“Il contrasto senza quartiere alla criminalità, alla corruzione e agli abusi di ogni genere, dev’essere accompagnato – dice ancora il Capo dello Stato – da condizioni favorevoli per il progresso economico e sociale, per una sicurezza stabile e duratura, per la tutela degli operatori onesti, dell’ambiente e della salute”. (ADN-Kronos)

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