Restano gravi, ma stazionarie le condizioni della bimba di dieci mesi ricoverata in rianimazione all’ospedale ‘Garibaldi nuovo’ di Catania a seguito del crollo dell’abitazione ridotta in macerie dallo scoppio di una bombola nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 2.15.

La piccola è ancora sedata, così come disposto dall’equipe del professore Sergio Pintaudi, per evitare ulteriori complicazioni a causa del trauma cranico e della commozione celebrale. I medici del reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale Garibaldi-Nesima, guidati da Giuseppe Ferlazzo, hanno avviato le procedure per fare respirare autonomamente, ma in maniera parziale la piccola paziente ottenendo ‘buoni risultati’, fanno sapere dal nosocomio. La prognosi resta ancora riservata e saranno necessarie altre 48 ore per comprendere il decorso dopo il trauma subito dalla bimba. Ieri sera la piccola è stata sottoposta ad ulteriore Tac di controllo per stabilire le attuali condizioni encefaliche.

Sul fronte delle indagini da ieri è già al lavoro una squadra speciale dei vigili del fuoco che sta operando nel palazzetto distrutto alla ricerca di prove che possano portare alla completa ricostruzione dei fatti. Nello stesso ospedale Garibaldi Nesima, ma nel reparto semi intensivo della Rianimazione, è ricoverata da ieri sera la 69enne che ha riportato dei traumi toracici e un versamento pleurico.

E’ ancora in gravissime condizioni il 60enne rimasto rimasto ferito nel crollo della palazzina in via Francesco Crispi a Catania dopo un’esplosione causata da una bombola di gas. L’uomo è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, dove è stato trasferito ieri con un elicottero del 118. Ha un trauma toracico, ustioni di secondo grado sul 15 per cento del corpo, al volto e agli arti superiori, e difficoltà respiratorie per avere inalato fumo e polvere. Il 60enne, che abitava al primo piano della palazzina, avrebbe ridotto i danni clinici personali grazie al frigorifero di casa che avrebbe fatto da ‘scudo’, proteggendolo dai detriti.

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