manuel foffo, marco prato, omicidio, droga, coltellate, luca varani, autopsiaEmergono le prime indiscrezioni sull’autopsia effettuata sul corpo di Luca Varani. Il giovane 23 enne, non è morto per la coltellata al cuore inflitta dai suoi due killer ma per le sevizie subite nelle ore precedenti. L’ultimo “colpo”, la coltellata, non è stata determinante perciò nel tragico epilogo della tragica storia. Gli assassini Foffo e Prato, si sono rimpallati per giorni la responsabilità del colpo fatale fino a questa mattina. Non sapevano, però, che anche in assenza della coltellata Luca sarebbe ugualmente morto in ogni caso per le numerose ferite riportate alla gola. I due amici sono accusati di omicidio volontario aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà per l’omicidio di Varani, torturato e massacrato a coltellate e colpi di martello durante un festino a base di alcol e cocaina venerdì mattina in un appartamento al Collatino “solo perché volevamo uccidere per vedere che effetto faceva” (come ha dichiarato Foffo agli inquirenti). “Abbiamo dormito per ore vicino a lui e provato a pulire il sangue. Poi abbiamo coperto il corpo. Marc mi ha detto che si voleva suicidare, l’ho accompagnato io e gli ho comprato i farmaci”, ammette sempre Foffo. “Luca era ferito e sanguinava, si lamentava molto e non riuscivamo a farlo smettere. Per questo l’abbiamo ucciso, ma la coltellata mortale non l’ho data io. Poi ho coperto quel corpo, la vista delle ferite mi disturbava. Manuel è sceso al piano di sotto dalla madre a prendere degli stracci e mi ha costretto a pulire. E quando sono andato via, sabato mattina, mi ha accompagnato in albergo, ha pagato per me due notti e mi ha comprato anche i farmaci per farmi suicidare. Avevo anche avvisato in portineria di non farmi disturbare in camera, sono disperato per quello che è successo” ha invece raccontato agli inquirenti Marco Prato.

 

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