Doina Matei è stata riammessa al regime di semilibertà. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Venezia. Unico vincolo applicato è quello del divieto all’uso dei social network. L’altro ieri la Procura generale, nell’udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Venezia, aveva chiesto il ripristino del regime di semilibertà per la giovane, condannata per aver ucciso con un colpo di ombrello una ragazza nella metropolitana di Roma. I difensori della donna, gli avvocati Nino Marazzita e Carlo Testa Piccolomini, avevano sostenuto le ragioni del rappresentante dell’ufficio dell’accusa e rinnovato la loro istanza. Alla Matei – che nelle scorse settimane era stata al centro di diverse polemiche in seguito alla pubblicazione su Facebook di diverse fotografie, anche in costume da bagno – era stata tolta la semilibertà. La donna ha spiegato che aveva scelto di andare sui social network per avere un contatto con il figlio che vive in Romania e per tenere un legame con gli amici. La Matei è stata condannata a 16 anni per l’omicidio di Vanessa Russo ed ha usufruito dei benefici di pena dopo aver scontato metà della condanna.

 

L’omicidio risale al 26 aprile 2007, la romena incrociò nel tunnel della stazione metro Termini Vanessa Russo. Avvertì una spinta e per tutta risposta brandì l’ombrello contro la ragazza romana colpendola in un occhio e scappando via. Fu arrestata qualche giorno dopo. Al processo si è sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere. In un racconto premiato durante un concorso letterario a Firenze, Doina scrisse che «quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte: la prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa. Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode,a cui un destino tragico mi ha unita per sempre».

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata