La cronaca lo racconta spesso. E c’è un fatto che ha molto colpito la nostra attenzione. E’ accaduto diverso tempo fa a Ragusa: il 113 riceve una richiesta di aiuto per l’allontanamento da casa di una donna con probabili intenzioni suicide. La donna, modicana di 34 anni, aveva avuto una forte discussione col compagno ed era uscita di casa lasciando intendere di volerla fare finita. E in effetti la squadra operativa delle forze dell’ordine la ritrovò all’altezza dei tre ponti, il Ponte San Vito. Subito bloccata dalla polizia la donna è esplosa in un pianto liberatorio spiegando di volersi togliere la vita perché stanca dei problemi sentimentali e personali che da tempo la affliggevano.

Tra male e voglia di vivere
Si tratta solo dell’ennesimo caso di tentato suicidio che coinvolge una persona di sesso femminile. E’ un dato certo, infatti, che seppur l’atto suicida riuscito si riscontra maggiormente negli uomini, sono le donne a tentare più spesso di togliersi la vita, tentativi che fortunatamente non vanno a segno. Ma perché? I meccanismi psicologici che sottostanno al comportamento suicida sono gli stessi che sottendono a qualunque altro tipo di comportamento autodistruttivo. Secondo gli esperti, “un tentativo di suicidio è un gesto suicida che non è stato fatale probabilmente perché l’intenzione autodistruttrice era incerta, vaga o ambigua”. La maggior parte delle persone che tentano il suicidio ha desideri di morte ambivalenti così il tentato suicidio può rappresentare una richiesta di aiuto e fallire grazie al forte desiderio di vita che solitamente caratterizza il sesso femminile.

Cause
Seppur con minore incidenza rispetto agli uomini, molte donne finiscono comunque per togliersi la vita. I pensieri di suicidio hanno molteplici cause e molto spesso sono il risultato di sentimenti di impotenza di fronte a quella che sembra essere una situazione di vita travolgente: problemi finanziari, la fine di una storia d’amore, storie di violenza fisica o psicologica in famiglia, una malattia debilitante… Spesso tra le cause si ritrovano anche motivazioni fisiche: depressione, disturbi compulsivi e altre malattie che comportano cambiamenti di sostanze chimiche del cervello chiamate neurotrasmettitori, tra cui la serotonina.

Prevenzione
Ogni atto o minaccia di suicidio va presa sul serio. Ma ci sono situazioni in cui una donna preferisce agire di nascosto, senza esporsi troppo. Ci sono però dei segnali d’allarme a cui prestare attenzione: senso di apatia e mancanza di scopi nella vita, pensare o parlare di morte, senso di disperazione, ansia, disturbi dell’umore, visite o chiamate improvvise alle persone care, soprattutto dopo una lunga assenza, dare via oggetti, come beni preziosi. Prestando attenzione a segnali come questi si può cercare di predire un tentativo di suicidio e quindi si ha la possibilità di mettersi in moto per impedire l’epilogo più drammatico, la morte.

di Sonia Russo

CREDITI: COPERTINA Egon Schiele, Donna ripiegata su se stessa -1910

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.