Angela celentanodi Maria Tridico

Era la mattina del 10 agosto 1996 quando Angela Celentano scompare sul Monte Faito. Era l’ora di pranzo; Angela, che all’epoca della scomparsa aveva tre anni, era intenta a giocare mentre il gruppo preparava i tavoli per il pranzo. Questione di attimi e Angela scompare nel nulla. Si mobilità tutta la comunità di Vico Equense e per giorni interi, sotto la direzione della Prefettura di Napoli, tanti uomini, unità cinofile e gli speleologi controllano ogni angolo del monte. Di Angela Celentano nessuna traccia. Che fine ha fatto?

Giocava con Renato, poi la scomparsa

La comunità Evangelica di Vico Equense (Napoli), come consuetudine, ogni estate organizza una gita sul monte Faito. La gioia e la spensieratezza di quella scampagnata finisce intorno alle 13 quando il papà di Angela, Catello Celentano, si accorge che la piccola Angela non sta più giocando con i suoi amici. Renato, un bambino di circa 10 anni, racconta di aver percorso il breve sentiero verso il parcheggio proprio con Angela. Renato è categorico, non vuole che Angela lo segua e per questo, arrivato ad un incrocio, le consiglia di tornare indietro. Renato procede così da solo verso il parcheggio, lascia il pallone in macchina e fa ritorno verso la comunità senza incrociare nessuno sul suo cammino.

Luca, ha visto Renato con Angela. Ma le versioni sono contrastanti

Dopo un mese di ricerche serrate gli inquirenti raccolgono la testimonianza di Luca, un altro bambino presente alla gita. Il dodicenne racconta di aver visto, nei pressi del parcheggio, proprio la piccola Angela insieme a Renato. Riferisce di aver invitato più volte l’amichetto a riportare la piccola dai genitori, offrendosi lui stesso di farlo. Renato però lo avrebbe ignorato continuando così a scendere con Angela verso il sentiero che conduceva al parcheggio. Successivamente alla fuga di questa notizia, Luca sostiene di non aver mai raccontato questo particolare. Le incognite e punti interrogati sono tanti, per questo i due bambini sono stati messi a confronto ed interrogati separatamente alla presenza dei magistrati. Le loro versioni sono rimaste uguali e sempre contrastanti.

E se domani si pigliano Angela nel bosco?”

Maria Celentano, la mamma di Angela, aveva riferito ai Carabinieri che la figlia tredicenne di Gennaro Celentano (zio di Angela), la sera prima del picnic, aveva detto “E se domani si pigliano Angela nel bosco?”. Ascoltata dagli inquirenti la cugina ha riferito di aver raccontato soltanto una favola. Ma, gli psicologi che hanno a lungo parlato con la ragazza, sono convinti che non si tratta di una storia ma di qualcosa che la figlia di Gennaro aveva sentito e ingenuamente riferito alla famiglia. Dopo un anno cade l’accusa nei confronti dello zio di Angela, perché “non sussistono elementi per poterlo rinviare a giudizio”.

“Sono Angela, sono in Messico e sono felice”. Dietro la speranza c’è solo un mitomane

Questo messaggio appare sul sito di Angela Celentano nella primavera 2010. Nei giorni successivi, fino al novembre 2011, la presunta “Angela” chatta con una delle due sorelle della piccola scomparsa. A dimostrare la veridicità della persona, dal Messico arriva anche una foto che viene dichiarata dai Ris come “non incompatibile” con quella che potrebbe essere il volto di Angela a distanza di tanti anni dalla scomparsa. La famiglia Celentano viene così inghiottita nel turbine della speranza. Una speranza che muore quando la pista messicana viene dichiarata ufficialmente chiusa.

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