Ho avuto il piacere di conoscere Massimiliano Frassi in un convegno sulla violenza di genere, tenuto di recente a Bienno a cura dell’Associazione Dieci, fondata da Erica Patti “orfana” dei due figli uccisi per vendetta dall’ex marito. Due bambini colpevoli di essersi imbattuti in un padre violento e in un contesto istituzionale più attento alla tutela degli offender che delle vittime, anche (o soprattutto?) minori.

Lo sa bene Massimiliano Frassi che da più di 15 anni si batte sul fronte della pedofilia, uno dei crimini più odiosi e meschini, eppure uno dei più protetti da lobby potentissime.

Frassi

Autore di numerosi libri sull’argomento, best seller che hanno venduto centinaia di migliaia di copie, ha fondato da una quindicina d’anni l’Associazione Prometeo Onlus, di cui è Presidente, con lo scopo di contrastare la pedofilia attraverso la sensibilizzazione culturale e di sostenere le vittime di abusi, devastate dalla violenza fisica e psicologica subita.

Un problema quello della pedofilia che non tende a diminuire: anzi, coinvolge bambini sempre più piccoli, anche sotto i quattro anni.

Insignito di numerosi riconoscimenti, Massimiliano Frassi è un personaggio tanto amato, quanto odiato. E non è difficile capirne il motivo. Asciutto nel suo esprimersi, determinato e concreto, punta dritto all’obiettivo nel denunciare le vergogne di uno Stato che non solo non è in grado di proteggere la sua fascia di popolazione più preziosa e fragile, ma sembra attivarsi, anche con procedure poco trasparenti, per osteggiare l’emersione di un fenomeno endemico per la sua diffusione, tanto più oscena quanto protetta proprio dai poteri forti.

Non ha peli sulla lingua, tanto da riuscire sgradevole nei salotti in cui è d’obbligo “edulcorare” il negativo per non turbare gli animi. Ma chi come lui entra in quell’abisso, “ nella merda”, sa quale calvario vivano le vittime, piccoli indifesi in balia di orchi senza scrupoli che si fanno forti dell’autorità e della fiducia carpita spesso anche agli adulti. Bambini e adolescenti che si trovano, increduli e disperati, in un tunnel di orrore senza sapere come uscirne: il loro grido di aiuto soffocato dalle minacce e dai raggiri dell’orco, non udito da chi non sente o non vuol sentire, non creduto da chi, malgrado l’evidenza, non vuole che il marcio venga a galla. Impotenti il più delle volte le famiglie, osteggiate nei difficili percorsi giudiziari.

Questa la rabbia più grande: l’ottusità colpevole di uno Stato che processa le piccole vittime, infierendo ancora su di loro, con il preciso intento di “assolvere” i predatori e permettere loro di continuare indisturbati.

Non si dà pace Massimiliano di fronte alla “collusione” della giustizia che spesso vanifica il penoso percorso di denuncia da parte di chi, dopo aver subito la più ingiusta delle violenze e proprio a causa di questa, vive un devastante senso di colpa. Perché è così che funziona: è la vittima che si colpevolizza del male subito, mai il suo aguzzino; è la vittima che viene colpevolizzata dal contesto sociale e, peggio ancora, dal nostro sistema giudiziario, non certo l’orco, ben protetto da omertà e connivenza. Parla con cognizione di causa Massimiliano Frassi che con gli altri operatori di Prometeo affianca le vittime, costituendosi anche parte civile nei processi.

 E quanto pesa la sconfitta nell’assistere impotenti, dopo indagini di anni, all’assoluzione totale degli imputati di maxi scandali di pedofilia, con un “liberi tutti” che liberalizza le loro sporche pratiche! O assistere alla leggerezza con cui la Chiesa, che pur tra i denti è stata costretta a riconoscere che la tonaca non impedisce (noi sappiamo: favorisce) la vergogna, si vergogna così poco che al massimo trasferisce il “lupo” in altro gregge.

E capita pure che zelanti catechisti, in occasione nientemeno della Cresima per i bambini, si attivino a far firmare ai bimbi stessi una lettera di solidarietà verso il “buon parroco”, che si è scoperto far parte di una rete di pedofili che adescava ragazzini, per reiterati abusi in cambio di piccoli compensi. Ci sono prove schiaccianti in merito, frutto di attente indagini dei Carabinieri. Parliamo della Bergamo d’oggi, non di terzo mondo o di preistoria, anche se in queste caverne manca ancora il fuoco.

E quando anche ci scappa la condanna ai pochi anni che la legge prevede, non cambia molto. Non certo l’animo perverso di questi criminali, orgogliosi di esserlo, che si vantano delle prodezze compiute ai danni di innocenti, pronti a reiterarle appena fuori dalle sbarre. Lo dichiarano a testa alta e con fierezza i “sexual offender”, come vengono chiamati nelle nostre carceri italiane, più dignitoso di “predatori di bambini”, quasi un titolo da esibire nel curriculum. E mentre questi squallidi individui godono dei fondi e dei benefici messi loro a disposizione dallo Stato (perciò anche dalle loro vittime), queste sono abbandonate al trauma indelebile dell’abuso , quando non anche alla vergogna del contesto sociale che le emargina.

Prometeo tende loro una mano amica, ascolta i loro vissuti per condividerli in un mutuo scambio che diventa aiuto: per chi ha subito è alleggerire il peso di colpe tanto più insopportabili, quanto più inesistenti; per chi non ha conosciuto sulla propria pelle tanto male è un modo, l’unico forse, per capire e maturare, per imparare ad ascoltare l’urlo senza voce e a dargli voce. Per non nascondersi dietro al quieto vivere, alla pretesa ipocrita del perdono offerto senza pentimento alcuno, senza “conversione”, in nome di una misericordia univoca, che diventa ulteriore offesa per l’offesa.

Di irrimediabilmente negativo c’è solo l’assuefazione al male, non certo la sua denuncia e la battaglia per fermarlo. Questo lo scopo principale di Prometeo, questa la ragione di vita di Massimiliano Frassi, che non limita il proprio raggio d’azione ai confini nazionali.

Nel sito dell’Associazione www.associazioneprometeo.org mi ha colpito la chiusa: tre citazioni con le quali Massimiliano conclude i suoi incontri e che riassumono lo spirito che anima e sostiene il lavoro di Prometeo:

Tornate a casa, date una carezza ai vostri figli…” Papa Giovanni XXIII

Non smettete mai di indignarvi!” Martin Luther King

Dolore no, non sentirai. Se fai poesia, sarà poesia per sempre” Renato Zero.

 

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