“Auspico che non ci siano ulteriori contrasti e pretese”. Così scriveva Bernardo Caprotti a chiusura del suo testamento, ma l’augurio, che suona quasi più come in diktat, è stato infranto. A farlo i due figli maggiori del patron di Esselunga, morto il 30 settembre 2016, Giuseppe e Violetta (nella foto sotto), da tempo ai ferri corti con il padre e che dalla parte più consistente dell’eredità – i supermercati – sono stati esclusi.

Le società contese

Secondo gli studi legali Casati e Bonelli Erede, infatti, c’è di che litigare ancora, ora che il babbo non c’è più. Sul piatto due società, la Dom 2000, immobiliare proprietaria di una dozzina di edifici quasi tutti affittati a Esselunga, e la Edilizia del Lauro srl, che controlla la residenza di famiglia, lo storico palazzo milanese di via del Lauro 4 (sotto).

Il valore di via Solari

Senza contare la trentina di milioni ricevuti negli ultimo 10 anni dalla seconda moglie di Caprotti, Giuliana Albera, amministratrice della prima, Giuseppe e Violetta sostengono che i ricavi della Dom 2000 – 15 milioni con 3,4 di utili – siano sottostimati. Stesso discorso l’edificio della Esselunga di via Solari a Milano, valutato prudenzialmente 35 milioni.

Aria condizionata da 65.000 euro all’anno

“Solo” 16 milioni invece è valutato il palazzo storico di famiglia, composto da varie migliaia di metri quadrati. Peccato che, spese alla mano, debba essere rivalutato. Nel 2015, infatti, per l’aria condizionata sono stati spesi 65.000 euro e per l’abbonamento alla tv satellitare sia stato pagato un importo di oltre 15.000 euro. Più del personale, sottolinea il quotidiano La Repubblica, che ne costa 76.000, inclusi tfr e oneri sociali.

 

fonte: consumatrici.it

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