Ergastolo per Massimo Bossetti. Dopo dieci ore di camera di consiglio, la Corte torna in aula e rende noto il verdetto: l’uomo che è in carcere da due anni viene riconosciuto colpevole in primo grado dell’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio. Lui ascolta, in piedi, la decisione e rimane impassibile. In mattinata il muratore di Mapello aveva letto una lunga dichiarazione d’innocenza nella quale supplicava la Corte di ripetere il test del Dna. “Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorantone – aveva detto – ma non sono un assassino. Ripetete l’esame del Dna, se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo, anche se accetterò il verdetto, qualunque esso sia, perché pronunciato in assoluta buona fede”.

La sentenza. Ergastolo dunque. I giudici, inoltre, gli hanno tolto la potestà genitoriale, mentre non hanno accolto la richiesta del pubblico ministero, Letizia Ruggeri, che oltre all’ergastolo aveva chiesto anche l’isolamento. Per quanto riguarda, invece, l’accusa di calunnia per aver depistato le indagini spostando l’attenzione su un suo collega, Bossetti è stato assolto.

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