La prossima settimana, a partire da martedì 21 giugno 2016, Latina indosserà la maglia rossa della lotta al femminicidio. L’Associazione Valore Donna in collaborazione con l’Associazione Latina in centro formata dagli esercenti del centro storico, curerà l’allestimento delle vetrine con l’esposizione di maglie rosse su cui campeggia la scritta emblematica: “IO VALGO” “LEI VALE” “STOP AL FEMMINICIDIO”. Accanto a queste, titoli di giornali relativi a femminicidi, attinti a una cronaca nera che non dà tregua, tingendo di rosso, del sangue di tante vittime –donne e bambini- un Paese sgomento, ma ancora troppo colpevolmente inerte. È questo l’obiettivo dell’iniziativa, che vedrà anche diversi totem posizionati nelle vie centrali: sensibilizzare l’opinione pubblica, costringerla a uscire dall’indifferenza omertosa che offre terreno fertile alla violenza familiare. Un segnale che vuole essere di forte impatto, perché grande è l’emergenza.

I dati del rapporto Eures inseriscono il Lazio ai primi posti tra le regioni italiane quanto a numero di femminicidi, con un preoccupante aumento negli ultimi anni, rispetto agli anni 90, in cui prevalentemente gli eventi omicidiari riguardavano la malavita e non la violenza familiare, con una progressiva femminilizzazione nel profilo delle vittime.

Valore Donna è un’Associazione nata a Latina il 20 Novembre 2010 dal sodalizio di Valentina Pappacena, attuale presidente, con avvocati, psicologi, psicoterapeuti che offrono gratuitamente consulenza in materia di tutela dalla violenza su donne e bambini. L’area di maggiore attenzione, infatti, è quella che attiene alla violenza domestica ed extrafamiliare, all’abuso all’infanzia, allo stalking, mediante l’ascolto e il sostegno alle donne e ai minori in situazioni difficili di affido, separazione e divorzio. Negli anni l’Associazione ha ampliato il suo raggio d’azione estendendolo al settore della promozione sociale e dell’integrazione, ispirandosi ai principi di democrazia, trasparenza, partecipazione e solidarietà sociale, anche con iniziative e interventi concreti volti a contrastare le cause di quel degrado sociale che stigmatizza tante persone e famiglie.

Da maggio 2011 Valore Donna è entrata in collaborazione con il “Movimento per l’Infanzia” dell’avvocato Andrea Coffari, rendendo ancora più efficace la sua azione nella tutela dei minori, che ha portato l’Associazione a sollecitare la presentazione di un ddl circa l’abolizione del Tribunale dei minori.

Si è costituita parte civile in diversi processi, a fianco di familiari di vittime di violenza e femminicidio, per ribadire il concetto fondamentale che tutta la collettività è parte offesa da crimini come quelli commessi su donne e bambini che attengono al genocidio.

In modo particolare, poi, Latina vanta un precedente unico nella storia della battaglia per il riconoscimento di pari dignità alla donna di fronte alla Legge. Qui avvenne il celebre processo per stupro, il primo ad essere filmato dalla Rai nel 1979, per la violenza carnale subita da Fiorella, diciottenne di Latina, ad opera di quattro uomini. Il documentario rese visibile a milioni di italiani ciò che le vittime di violenza maschile tuttora subiscono: l’ulteriore violenza degli avvocati che, per difendere gli accusati, inquisiscono sui dettagli del fatto e soprattutto sulla vita privata della parte lesa, per screditarne la credibilità, ponendola sul banco degli imputati al posto dei suoi aggressori. La vittima risulta “disonorata”, dipinta “di facili costumi”, provocatrice e sempre consenziente. Gli anni che ci separano da quel lontano processo non hanno scalfito la sua sconvolgente attualità. Ed è più che mai attuale la pretesa di giustizia che esce con fermezza granitica dalle parole con cui l’avvocata Tina Lagostena Bassi, a fianco della vittima, dall’alto della sua monolitica dignità di Donna, introdusse la sua arringa:

“ Presidente, Giudici,

credo che innanzitutto io debba spiegare una cosa: perché noi donne siamo presenti a questo processo. Per donne intendo prima di tutto Fiorella, poi le compagne presenti in aula, ed io, che sono qui prima di tutto come donna e poi come avvocato. Che significa questa nostra presenza? Ecco, noi chiediamo giustizia. Non vi chiediamo una condanna severa, pesante, esemplare, non c’interessa la condanna. Noi vogliamo che in questa aula ci sia resa giustizia, ed è una cosa diversa.”

Con questo spirito Valore Donna continua ad essere presente ai processi: perché sia resa giustizia.

Affiancando l’azione politica, ha sostenuto il disegno di legge per l’inasprimento delle pene in caso di stalking, poi inglobato nella Convenzione di Istanbul.

In un’ottica più ampia in fatto di tutela dei diritti delle vittime, l’ Associazione ha sposato e sostenuto la battaglia di tanti familiari di vittime di omicidio stradale anche da un punto di vista politico, accompagnando la proposta di legge nel suo iter istituzionale, fino alla firma che ha reso ufficiale il reato di omicidio stradale.

Per rendere più incisive le sue battaglie e l’opera di sensibilizzazione, oltre ad aver acquistato nel febbraio 2012 una pagina del giornale “La Repubblica”, si avvale del sostegno e del contributo di personalità del mondo dello spettacolo, dell’informazione, della cultura, della politica, ricorrendo a espressioni e linguaggi comunicativi diversi per veicolare il messaggio.

La sua principale area di intervento, infatti, è quella della prevenzione e della sensibilizzazione sul territorio, attraverso mostre e performance artistiche, seminari nelle scuole e molteplici eventi, corposi nei loro contenuti e autorevoli nelle presenze qualificanti di specialisti ed esperti accanto a testimoni diretti, vittime o loro familiari. Ne sono occasione presentazioni di libri e ricorrenze significative, rivolte alla popolazione, oltre che a categorie particolarmente interessate alle tematiche, che abbracciano ambiti strettamente connessi, come salute, emergenze abitative e difficoltà economiche, omofobia, bullismo, legalità e mafia, integrazione e tratta degli stranieri, evoluzione e ruolo della donna nella nostra società.

La popolazione viene avvicinata e coinvolta in iniziative di solidarietà, come fiaccolate, raccolte di generi alimentari, mercatini e iniziative a scopo benefico in affiancamento a famiglie bisognose e per autofinanziamento.

Dall’inizio del 2016 l’Associazione ha aperto uno sportello CAF e patronato, offrendo tra gli altri servizi di consulenza, assistenza e informazione alla popolazione più fragile e indigente, opportunità di reinserimento lavorativo dei soggetti in difficoltà socioeconomica. Di recente ha stipulato la convenzione con un organismo di formazione e mediazione familiare civile e di sovra indebitamento. I nuclei familiari seguiti attivamente ad oggi sono 60, svolgendo periodicamente un’attività di raccolta e redistribuzione di beni di consumo di prima necessità.

Tutti in maglia rossa, perciò, da martedì a Latina: Valore Donna e Associazione Latina in centro mettono in campo tutto il loro valore per dire: STOP AL FEMMINICIDIO.

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