La compagna di Raimondo Caputo, l’uomo accusato di aver ucciso Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni scaraventata giù dalla terrazza del palazzo dove viveva a Caivano (Napoli), ha tentato di suicidarsi. Lo riferisce l’avvocato dei nonni e del papà di Fortuna, Angelo Pisani. La donna che è detenuta nel carcere di Pozzuoli, per aver coperto gli abusi sessuali del compagno sulle sue tre figlie, ha tentato di impiccarsi nella cella. E’ ora in isolamento.

La compagna di Caputo ha preso parte all’incidente probatorio al tribunale di Napoli nord, ad Aversa (Caserta), nel corso del quale le sue tre figlie hanno testimoniato sull’omicidio di Fortuna. Nel corso delle deposizioni sono venute fuori divergenze sul ruolo della donna: l’ipotesi della famiglia Loffredo è che anche lei sia coinvolta.

“Forse gesto per confondere le acque” – “Dietro questo tentativo di suicidio ci possono essere tre cause – spiega Pisani- o è un gesto di autolesionismo, a seguito delle denunce delle figlie; o ha capito che stiamo arrivando alla verità e ha paura che il compagno ceda. C’è poi la terza causa – conclude – vuole confondere ancora più le acque e giocarsi la carta dell’incapacità di intendere e di volere. In tutti i casi abbiamo il dovere di andare avanti e di non fermarci a Caputo e alla sua compagna”.

L’incidente probatorio-. Intanto anche nel secondo round dell’incidente probatorio, appena chiuso nel Tribunale di Napoli Nord, sono arrivate nuove conferme alle accuse di violenza sessuale e dell’omicidio di Fortuna. L’indagato era presente in aula insieme con la sua compagna Mariana Fabozzi, anch’ella detenuta. A rinnovare le accuse contro il loro patrigno Caputo sono state per oltre due ore sia Anna,11 anni, che la sorellina Franca.

Le testimoni confermano i giochi brutti-. Le piccole testimoni, a loro volta vittime di abusi, hanno sostanzialmente ribadito – attraverso le domande poste dal gip Alessandro Buccino Grimaldi, e con la mediazione di una psicologa – la ricostruzione del clima di “giochi brutti” e atteggiamenti malati vissuti in quella casa. In particolare la più grande Anna, la cui testimonianza è stata ritenuta fondamentale per l’accusa, ha confermato di aver visto Caputo addosso alla piccola Fortuna Loffredo e di averla poi presa in braccio per scaraventarla giù dall’ottavo piano di quel palazzo
del Parco Verde di Caivano.

Ma c’è un’unica e rilevante discrasia nel racconto fornito dalla ragazza, in sede di incidente probatorio: Anna oggi sostiene che sua madre non era accanto a lei, mentre assisteva all’omicidio di Fortuna. Contrariamente a quanto aveva riferito ai pm. Una versione che ora spinge la mamma della piccola Loffredo a dire: “Speravo che accusasse anche la madre, perché sono convinta che anche lei c’entri qualcosa”

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.