Resta ancora senza un colpevole l’omicidio della piccola Matilda.Il giudice Fabrizio Filice ha assolto per non aver commesso il fatto Antonio Cangialosi dall’accusa di omicidio preterintenzionale di Matilda Borin, la bambina di 22 mesi uccisa nel luglio 2005 a Roasio, nel Vercellese. All’epoca dei fatti era il compagno della madre, Elena Romani. L’uomo, appena uscito dal tribunale di Vercelli, non ha rilasciato dichiarazioni. “Purtroppo non ci aspettavamo una decisione diversa – dice la madre di Matilda -. Questa però non è la verità. Ho intenzione di andare avanti perché voglio giustizia per la mia bambina”. Spiega l’avvocato di Cangialosi, Andrea Delmastro, ha detto: «Abbiamo vissuto questo momento con grande difficoltà umana e psicologica». Una sentenza non condivisa dagli avvocati di Elena Romani, Roberto Scheda e Tiberio Massironi: “Prenderemo nota delle decisioni che accompagnano questa sentenza e ricorreremo in Corte d’Assise d’Appello”.

Per Cangialosi, unico in casa con Elena Romani quando la piccola Matilda morì, il procuratore Paolo Tamponi aveva chiesto otto anni.. Dopo l’assoluzione in tre gradi di giudizio della mamma della bimba, dopo che la Cassazione ha annullato il non luogo procedere, ora a con l’accusa di omicidio preterintenzionale era finito il suo ex compagno. Secondo la ricostruzione fatta le lesioni sulla bimba sarebbero state provocate quando era con Cangialosi mentre la Romani stendeva il bucato. L’uomo ha dichiarato che la piccola si era spostata in corridoio, di averla presa in braccio e messa sul divano. Senza che lei si lamentasse. Un quadro impossibile secondo la procura: le fratture alle costole della piccola riscontrate dall’autopsia le avrebbero causato dolori e pianti. Di cui Cangialosi non ha mai riferito: la procura quindi escludeva che il colpo mortale fosse stato inferto prima che l’uomo e la bimba rimanessero soli. Resta il dubbio: chi ha ucciso la piccola Matilda?

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