facebookdi Maria Tridico

Il fenomeno dei bambini scomparsi è ancora da conoscere e tutto da spiegare. Diversamente da quello che si pensa, il rapimento da parte di sconosciuti non è la prima causa della scomparsa di bambini e adolescenti. A volte, dietro la scomparsa di un bambino, c’è un individuo che ne abusa e poi l’uccide; altre volte, invece, lo tiene segregato per anni, salvo decretarne la morte, quando non serve più. Accanto ai minori che si perdono o che vengono rapiti però ce ne sono tanti che scompaiono nel nulla dopo aver stretto amicizia su internet.

Le nuove mode del web contagiano, sempre più largamente i minori, con conseguenze spesso molto gravi nella vita di tutti i giorni. Di fronte a un forte grado di influenza di Internet nella vita di tanti bambini e adolescenti, viene spontaneo chiedersi se gli adulti siano effettivamente informati sulle pratiche d’uso di questo importante mezzo di comunicazione da parte dei minori.

Tutte le ricerche effettuate in materia evidenziano lo stretto legame sempre più a “doppio taglio“ esistente fra i ragazzi e il mondo delle nuove tecnologie (attenzione non solo i computer, ma anche videogiochi collegati in rete e programmi di messaggistica per telefoni cellulari rappresentano un pericolo).

In particolare, Internet si presenta come lo strumento più popolare tra i giovani per tutta una serie di ragioni, la prima delle quali risiede proprio nella totale libertà di espressione che lo contraddistingue, caratteristica che per gli adolescenti assume un’importanza fondamentale.

Purtroppo, il materiale reperibile in Rete può assumere caratteristiche decisamente negative nonché diventare uno strumento pericoloso per il minore se quest’ultimo non ha sviluppato la capacità di discernere ciò che può essere accettabile per lui da quello che invece rappresenta un vero e proprio pericolo. Il problema è perciò concreto. Nel 2013, secondo i dati del Ministero dell’Interno, in Italia sono scomparsi più di 3 mila minori. Che fine hanno fatto?

Adescamento online e pedopornografia

Internet senza filtri e cautele

I bambini, sono sempre più vittime di abusi sessuali online, adescati dai pedofili e ricattati per compiere atti sessuali su webcam e forum. In rete, infatti, ogni giorno sono presenti e attivi oltre 750.000 pedofili. Internet accorcia le distanze e facilita le relazioni ma rappresenta una trappola costante per chi, come i bambini e gli adolescenti, osa avventurarsi, senza filtri e senza precauzioni, tra gli infiniti meandri della comunicazione online; la presenza inquietante di interlocutori infidi che, in maniera equivoca e manipolatoria, minacciano e talvolta violano la sfera intima dei soggetti più deboli è in continuo aumento.

Chi si nasconde dietro lo schermo?

Il pedofilo generalmente inizia una conversazione su tematiche banali e tipiche della vita di un bambino/ragazzo cercando nelle chat o nei social network proprio quel profilo che corrisponde alla sua fascia di età di interesse. Talvolta mente sulla sua età anagrafica, sui suoi hobby e sul luogo di residenza. Le richieste di confidenze intime e sessuali arrivano a volte subito, a volte sono precedute da un vero e proprio corteggiamento virtuale. La richiesta di immagini spinte è solitamente il passo successivo a cui segue la richiesta di un incontro reale.

Dalla chat agli incontri reali

Un click innocente su quelle richieste di “amicizia” via Facebook, un po’ di chiacchiere in chat, interessi in comune, si parla di sport, di musica e di tendenze. E poi avere quell’amico adulto che ti parla via computer delle cose che ti piacciono ti fa sentire più emancipato e una volta tanto i genitori non sanno nulla, è veramente “cool”. È così che i pedofili del web agganciano le loro vittime. Basta una frase, solitamente “dai che ci vediamo da qualche parte”, che la situazioni spiacevole si manifesta dietro l’angolo.

Conosce un “amico” in chat e scappa di casa
Quante volte abbiamo letto questo titolo sui quotidiani? La trappola scatta sui siti di incontri, una chat dedicata a chi cerca amicizia. Romanticismo e amore 2.0 bastano a far perdere la testa a bambini ed adolescenti al punto da spingerli a scappare da casa per raggiungere il migliore amico, quello che, a differenza di mamma e papà, ti capisce.

Genitori confusi o assenti. Cosa fare per evitare il fenomeno della pedopornografia in rete?
Come prima cosa è necessario parlare ai propri bambini della violenza su Internet incoraggiandoli a rivolgersi ad un adulto se vedono contenuti in grado di infastidirli; è bene, inoltre, limitare l’accesso ai siti che non sono adeguati alla loro età. Infine chiediamo sempre ai bambini, una volta finito di navigare in internet, di dirci se hanno ricevuto o stanno ricevendo messaggi, e-mail o chat a carattere sessuale o allusivo.

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