In un primo momento la mamma di Gabriel Antonio Faroleto, bimbo di 30 mesi morto in provincia di Frosinone, aveva detto ai carabinieri che il piccolo era stato travolto da un pirata della strada. Ma le ferite sul corpo del bimbo non erano compatibili con il racconto che la donna aveva fatto ai militari. E così si è giunti alla conclusione del caso: Donatella Di Bona, 28 anni, è stata arrestata con l’accusa più drammatica: avrebbe strangolato il figlio perché non riusciva a farlo smettere di piangere.

Tutto è avvenuto a Piedimonte San Germano. Era stata proprio la donna a chiamare il 118 raccontando che il figlio era stato investito da una macchina. Troppe però le contraddizioni nel racconto della donna: nessuna traccia dell’auto pirata, nessuna traccia sulla strada del presunto investimento. E poi, quei graffi sul volto e sul collo del bimbo. Nella notte poi, è arrivata la confessione: «Piangeva e voleva tornare a casa dalla nonna. Gli ho stretto il collo e chiuso la bocca per farlo stare zitto» ha raccontato Donatella ai carabinieri della compagnia di Cassino. La donna, si è poi scoperto, nei giorni precedenti era stata più volte in ospedale per attacchi di panico e ansia. La procura ha disposto l’autopsia sul corpo del piccolo Gabriel, e la madre è stata portata nel carcere romano di Rebibbia: è ora accusata di omicidio volontario.

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