costa concordiaFamiglie intere con videocamere e binocoli. Sul luogo del delitto è boom di turisti

di Maria Tridico

E’ difficile non chiedersi perché questa macabra forma di curiosità stia diventando una tendenza. In principio era prassi fermarsi sul ciglio della strada a guardare le dinamiche del soccorso dopo un terribile incidente stradale; poi la moda è cambiata e,da una rapida occhiata piena di curiosità, si passa al “selfie con il morto” da condividere sui social network. Ma come mai questo fenomeno si sta ampliando? Probabilmente la causa è da attribuire alla grande attenzione che i mezzi di comunicazione riservano ai casi di cronaca più efferati. Dove c’è disgrazia c’è share. Il telespettatore è coinvolto totalmente nella vicenda e il contagio emotivo non si ferma. Ecco i casi più eclatanti.

Tutti pazzi per la Costa Concordia

Nonostante siano passati tanti mesi dal naufragio della nave di Schettino, l’isola del Giglio è ancora bersaglio della cronaca e del turismo macabro. Tantissimi i curiosi che arrivano smaniosi di osservare il relitto adagiato sulla scogliera dell’isola. Mentre si cerca di tenere in piedi la nave, le spiagge e gli scogli dell’isola sono assediate da curiosi intenti a scattare foto dinnanzi al relitto.

Avetrana, la meta preferita dagli amanti del turismo macabro

L’inquietante vicenda dell’omicidio di Sarah Scazzi ha portato l’insorgere del turismo macabro anche in Puglia. Sempre più persone arrivano ad Avetrana per visitare i luoghi della tragedia e cercano di scattare foto ricordo alla villa della famiglia Misseri. Ma anche gli abitanti del luogo, in prossimità delle udienze che vedono zia Cosima e Sabrina imputate, non sfuggono alla voglia di protagonismo e alcuni non si sottraggono alla tentazione di farsi immortalare da reporter. A nulla sono serviti gli appelli del sindaco e della famiglia della povera Sarah.

Allegria sulla tomba di Mike Bongiorno

Anni fa la tomba di Mike Bongiorno veniva profanata. Sul luogo della sparizione della bara si erano riunito non solo investigatori e pm ma anche curiosi che hanno scattato fotografie. Il via vai dei “reporter improvvisati” è avvenuto al termine del lavoro dei carabinieri dei Ris, quando la Procura di Verbania ha dissequestrare il cimitero di Dagnente di Arona, a Novara. Dopo due giorni di sigilli, alla riapertura del cimitero di Arona, però, è iniziato il viavai di molti curiosi del “turismo macabro”, che hanno tempestato di scatti la tomba profanata di Mike Bongiorno, la lapide accostata al muretto con la foto del più celebre presentatore della storia della televisione italiana.

Nel paese del Sol Levante, il turismo macabro fa bene a Fukushima

Nel marzo 2011 alcune forti scosse di terremoto hanno provocato un tremendo tsunami sulla costa orientale giapponese, che a sua volta portò al disastro della centrale nucleare, con nefaste conseguenze in termini di vite umane e di disastro ambientale.

Ma due anni dopo, il Giappone e i giapponesi sembrano proprio non voler dimenticare il dolore, anzi, si registra, con non poche sorprese, una considerevole crescita del turismo nella zona di Fukushima. Che sia identificato come turismo del macabro, dell’orrore o turismo nero non importa, si tratta sempre di turismo.

Foto e curiosi a Cogne

Si fermano davanti alla villetta, scattano fotografie, discutono ancora animatamente sulla morte del piccolo Samuele. Sono passati tanti anni ma i curiosi continuano ad aggirarsi intorno alla casa del delitto, a Montroz. Come ad Avetrana, anche qui, anni prima, si è sviluppato una sorta di turismo dell’orrore nella bellissima valle di Cogne, meta per il weekend di molti turisti.

Tanti “turisti” a vedere il treno deragliato

Cambia il soggetto ma la storia è sempre quella. Come è successo con la Costa Concordia, anche il treno Intercity 660, deragliato il 17 gennaio scorso dopo essere stato colpito da una frana tra Andora e Cervo, è diventato meta di una sorta di macabro “turismo”, con centinaia di persone che si sono avvicinate alla zona sequestrata per filmare i vagoni e scattare foto. Con auto parcheggiate ovunque, parecchia gente curiosa ha trasformato il luogo del disastro in un’attrazione turistica, con molti che si sono abbarbicati tra la fitta vegetazione della scogliera a picco sul mare; altri hanno fatto volare sulla zona un drone per immagini ancora più “commoventi”.

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