Doveva essere una vacanza padre-figlia sulla neve in val Susa, invece si è trasformata in una tragedia e oggi il dolore di Francesco Compagnucci, padre della bambina di 9 anni morta in un incidente sulle piste, è disperato e tangibile.

La madre della piccola Camilla, anatomopatologa all’ospedale Sant’Andrea di Roma, era di turno ed è dovuta rimanere nella capitale, così padre e figlia sono partiti da soli per trascorrere il Capodanno in alta quota. Ma la bambina è caduta sugli sci sulla pista “imbuto” di Sauze d’Oulx. E’ rotolata per cinquanta metri finendo fuori pista e ha sbattuto prima su una barriera frangivento e poi per terra e si è procurata un grave trauma toracico che le ha causato un arresto cardiocircolatorio. A nulla è valso l’intervento del 118, per la piccola non c’è stato più niente da fare.

“Non ce la dovevo portare, non dovevamo nemmeno partire”, dice ora il padre, distrutto. Gli amici partiti dalla Capitale alla volta di Torino (dove i genitori di Camilla e si fermeranno finché la procura non darà il nulla osta per il rientro a Roma della salma) per stargli vicino in un momento così terribile cercano di confortarlo ma Compagnucci non riesce a fare a meno di incolparsi per la morte della figlioletta. “Eravamo venuti a Oulx per festeggiare il Capodanno con alcuni compagni di classe di Camilla”, ha raccontato il padre ai carabinieri che ora indagano sulla morte della bambina. Con Camilla e suo padre c’erano anche un amico, Vittorio De Pedys, e suo figlio, uno dei più cari amici di Camilla.

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