di MAURA MANCA (www.adolescienza.it)

Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne non è sufficiente dire “basta”, bisogna capire che la violenza domestica, il femminicidio, non sono raptus impulsivi di una persona. I segnali sono presenti fin dalle prime relazioni, fin dai primi innamoramenti. Allora bisognerebbe riconoscere che anche tra i più piccoli ci sono aggressioni fisiche e verbali e che oggi, sono sempre più vittime delle violenze digitali. Tutto questo può lasciare segni indelebili in una fase in cui si crede ancora nell’amore, in cui non si pensa che un coetaneo possa, per “amore”, arrivare a castrare, vincolare, soffocare e anche aggredire verbalmente o fisicamente.

In Italia, la violenza all’interno delle coppie di adolescenti è un fenomeno in forte crescita

La violenza di genere tra gli adolescenti nasce da investimento affettivo estremo, un amore malato in cui possessività, orgoglio, gelosia ossessiva e divieti possono essere scambiati come gesti d’amore.

I dati rilevati all’interno del lavoro svolto dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su circa 4.000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni sul territorio nazionale, evidenziano quanto la violenza all’interno delle coppie di adolescenti sia un fenomeno estremante grave e preoccupante soprattutto per gli esiti nefasti che può avere nel corso degli anni. È un fenomeno in crescita e i dati preoccupanti sono legati al fatto che tanti ragazzi non sono in grado di riconoscere i segnali, di capire dove finisce la gelosia e inizia il possesso, dove finisce la condivisione e inizia il controllo. L’amore non porta ad essere violenti, la possessività, sì, perché si arriva a pensare di possedere l’altra persona, che sia in un certo senso proprietà privata e quindi si hanno dei diritti e non dei doveri.

1 adolescente su 10 ha paura o ha avuto paura del proprio fidanzato o fidanzata. Un dato che fa riflettere vista la tenera età dei ragazzi intervistati, spesso alle prese con le prime esperienze sentimentali.

Il 6% degli adolescenti si sente incastrato nella propria storia sentimentale perché vittima di un partner che minaccia di suicidarsi ogniqualvolta si litiga e ci si lascia. Una manipolazione mentale, che schiaccia e che non permette di sentirsi liberi nel prendere delle decisioni, soprattutto quando l’amore finisce. Si ha paura, non si vuole il peso della vita dell’altro sulla coscienza, anche se si ha la piena consapevolezza che si tratta di un tentativo per non essere lasciato. È una situazione che genera molto stress, ci si sente intrappolati nella relazione, si arriva a non essere più sereni e a volte, anche ad odiare l’altra persona, ma ci si sente incastrati nella relazione e si ha paura delle reazioni dell’altro.

La violenza fisica e verbale esiste fin dalle prime relazioni di coppia, esiste anche nelle coppie degli adolescenti e crea dei danni rilevanti da un punto di vista psichico oltre che una condizione di profonda insofferenza. Ci si sente soli, non si parla con la famiglia, non si racconta il calvario che si vive, con cui si impara a convivere giorno dopo giorno.
Un 6% degli adolescenti è stato aggredito fisicamente dal proprio partner e quasi 2 adolescenti su 10 hanno subito aggressioni verbali.

LE VIOLENZE ALL’INTERNO DELLE COPPIE DI ADOLESCENTI SONO SPESSO FORME DI VIOLENZA CHE SI ESPRIMO ATTRAVERSO IL DIGITALE, ATTRAVERSO LE CHAT E I SOCIAL NETWORK.
Il 12% è stato obbligato a cancellare amici/amiche su Facebook o su altri social network perché il partner era geloso di quel contatto e di quella amicizia.
5 adolescenti su 100 sono stati addirittura obbligati a dare al proprio fidanzato/a la password di Facebook e degli altri social network per poter essere controllati nelle loro attività sui social. Sono adolescenti che vengono violati nella loro libertà, nella loro privacy, nei loro spazi personali per insicurezza, per gelosia, per possessività. Si ha paura di essere traditi, lasciati e abbandonati e allora scatta nella testa del partner violento una modalità controllante ed invasiva.

A circa il 20% il partner controlla il cellulare, chat, messaggi, foto, video e tutti i tipi di attività all’interno del proprio smartphone. Ovviamente, questi fidanzati sono a conoscenza dei codici di accesso del telefono del partner e si sentono autorizzati a guardare come e quando vogliono e soddisfare ogni dubbio e perplessità, gelosia e sospetto.
Il 15% è controllato nelle sue azioni, spostamenti, sulle persone con cui esce e anche come si veste. Tanti adolescenti chiedono al fidanzato di inviargli una foto su come sono vestiti, sul luogo in si trovano, insieme alla localizzazione, fino a domandare o pretendere di parlare con le amiche o amici, per sincerarsi che sia veramente con loro.

Cyberstalking nelle coppie di adolescenti. La violenza di coppia è sempre più digitalizzata

Capita anche che vengano utilizzati dai piccoli cyberstalker software spyware, per controllare tutto ciò che accade sul computer o sul cellulare della fidanzata/o o sulle pagine personali dei social network non coperte dalle impostazioni di privacy. Si arriva addirittura ad assumere nelle chat l’identità della “vittima”, per conoscere il contenuto delle conversazioni e l’interlocutore. Si seguono tutti i movimenti sui social, si controllano tutti i like e le interazioni con gli utenti della rete. Tanti ragazzi e ragazze sono vittime di scenate spaventose per aver messo un “mi piace” ad una foto di un conoscente.
I cyberstalker guardano con chi vengono strette nuove amicizie e arrivano anche a monitorare la cronologia dei siti internet. C’è un controllo costante e continuativo di WhatsApp e di tutte le chat di messaggistica istantanea. Il partner geloso ossessivo controlla gli orari di accesso alle chat, con chi parla, chiede lo screenshot (foto) delle conversazioni, fa bloccare amici che lui reputa indesiderati anche sui social ed è spesso connesso per vedere il momento in cui l’altro si connette e domandargli immediatamente la motivazione. Controlla e monitora le foto dei profili degli amici per vedere se il fidanzato/a è presente in qualcuna di esse che magari a lui è sfuggita.

Riconoscere i segnali in adolescenza significa prevenire la violenza domestica e i femminicidi

E’ fondamentale riconoscere i primi segnali perché la violenza all’interno della coppia lascia cicatrici indelebili nella psiche, distrugge l’autostima e porta a vivere una profonda sofferenza interna. Per questo bisogna riconoscere precocemente i campanelli di allarme come per esempio: subire aggressioni fisiche e verbali, gelosia e possessività opprimenti da parte del partner tanto da non sentirsi più completamente liberi, essere regolarmente controllati attraverso lo smartphone, come ad esempio monitorare i social network, richiedere le password d’accesso, verificare i like sotto i post e le fotografie, il controllo degli orari di accesso alle chat e delle conversazioni nelle chat private. Attenzione anche quando il partner ricatta o minaccia di pubblicare o inviare ad amici e parenti foto intime e compromettenti, anche quella è una grave forma di violenza.

Risulta quindi fondamentale approfondire questi aspetti fin dalle prime relazioni di coppia, soprattutto in termini preventivi, per contrastare in maniera efficace la violenza domestica e gli omicidi all’interno della coppia perché i segnali possono essere identificati precocemente fin dalle prime relazioni affettive. Non ci si sveglia un giorno e si diventa partner violenti, è una modalità che cresce e si struttura nel corso degli anni.

 

Maura manca, psicologa e psicoterapeuta, è presidente dell’Osservatorio nazionale adolescenza.

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