Aveva già organizzato tutto. Alla polizia aveva mostrato sul cellulare una foto del cappio al soffitto che aveva allestito a casa. Da quell’immagine, e vista l’aggressione ai danni dell’ex compagna per la quale erano intervenuti, la polizia ha subito capito che l’intenzione dell’uomo era quella di commettere un omicidio suicidio. Fortunatamente, i suoi piani non sono andati come previsto.

La figlia della donna, infatti, quando sabato scorso l’uomo si è presentato nel negozio di ortofrutta della madre minacciandola di morte e cercando di strangolarla, ha allertato il 113. L’intervento immediato di due volanti sul posto e l’aiuto offerto alla donna da una vicina ha mandato all’aria i piani dell’aggressore. Inutilmente, infatti, l’uomo ha cercato riparo all’interno del bagno di un bar, è stato comunque fermato dagli agenti di polizia.

L’aggressione è avvenuta verso le 14,30. La donna, una livornese di 50 anni, si trovava all’interno della propria rivendita con la serranda abbassata, intenta nella pulizia del negozio. E’ allora che l’ex compagno entra proferendo minacce di morte nei suoi confronti, e sferrandole un pugno alla testa. Poi, la prende per il collo nel tentativo di strangolarla. Visto il divincolarsi della 50enne, l’uomo continuava a colpirla al viso, fino a quando la donna non riesce a scappare e a chiedere aiuto. Una vicina sentendo le urla la fa entrare nel cortile di casa. Questo il racconto della donna alla polizia. Arrivate sul posto le volanti hanno infatti trovato la donna con ecchimosi sul collo e sul petto, abrasioni al labbro inferiore e in forte stato di agitazione. La malcapitata ha subito chiesto l’intervento del 118. Le sue ferite sono state considerate guaribili in 10 giorni.

Nel momento della cattura, l’ex compagno in fuga è stato colto da un malore e condotto al pronto soccorso dai sanitari del 118. Fu allora che ha mostrato agli agenti la foto sul cellulare del cappio al soffitto allestito a casa con l’intenzione di suicidarsi. Richiesto un consulto psichiatrico, emergeva l’opportunità di un ricovero, rifiutato dall’aggressore. A seguito della denucia presentata dalla vittima, il pm di turno ha comunque disposto l’arresto per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex convivente per l’uomo, già con numerosi precedenti penali. L’aggressore si trova al momento nel carcere delle Sughere. (fonte: LA NAZIONE)

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