Continuano le ricerche del piccolo Nicolò, disperso da venerdì scorso a causa del nubifragio che si è abbattuto sul lametino e che è costato la vita alla mamma, Stefania Signore di 30 anni, e al fratelli di sette. Da ieri pomeriggio alle ricerche si sono unite anche le squadre di geofisici specializzati del Cnr. “Siamo convinti – ha detto il responsabile della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati – che il bimbo sia finito sotto la spessa coltre di detriti accumulatasi a causa del nubifragio. Faremo quindi ricerche nel sottosuolo tramite il georadar, effettuando dei veri e propri raggi x del terreno. Laddove troviamo delle anomalie si va a scavare”. “Si tratta, chiaramente – ha aggiunto Tansi – di ricerche molto complesse, ma non lasciamo nulla di intentato”. Sui luoghi della tragedia è giunto oggi anche il procuratore della Repubblica di Lamezia Salvatore Curcio, che ha effettuato questa mattina un sopralluogo nell’area tra San Pietro Lametino e San Pietro a Maida. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme, nel frattempo, ha avviato un’indagine a carico di ignoti sulla tragedia, ipotizzando il reato di omicidio colposo plurimo. L’obiettivo è quello di accertare le cause della tragedia ed eventuali responsabilità.

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