Una vicenda familiare e umana dolorosa, quella che ha per protagonista una madre residente a Perugia, denunciata dalla sua stessa figlia per stalking. Non si sarebbe arresa dal distacco dalla sua unica figlia, al punto di diventare una minaccia, un’ossessione per la ragazza. Oggi il gup Lidia Brutti ha disposto per l’imputata – difesa dall’avvocato Federico D’Ambrosi dello studio Zuccaccia – il rinvio a giudizio e il processo, davanti al giudice Narducci, inizierà l’8 novembre 2017.

I fatti contestati risalirebbero al 2014 fino al 2016; la giovane, collocata fin dalla nascita in una casa d’accoglienza di Perugia, sarebbe stata oggetto delle persecuzioni della madre al fine di poterla riavere con sè per tornare a vivere sotto lo stesso tetto, nonostante la diversa volontà della giovane.

“Minacciata, controllata, e costretta a subire la sua presenza costante”, impedendo così alla figlia di svolgere serenamente le proprie attività quotidiane. Sono queste le accuse mosse a questa madre originaria del Nordafrica che sarebbe arrivata anche a minacciarla, pur di farla tornare a casa. Ma la giovane, stanca delle continue insistenze della donna, nel frattempo cambia scuola, abitudini di vita, per evitare di incontrare la donna che già in una occasione si sarebbe presentata nell’abitazione dove la ragazza era ospite fino ad afferrarla violentemente, strattonandola e cercando di colpirla con schiaffi e pugni.

In un altro episodio contestato alla donna, l’avrebbe aspettata fuori dalla scuola con i suoi amici e le avrebbe anche mandato delle “persone” a casa- si legge nelle carte della procura- asserendo contestualmente che la guerra tra loro era appena iniziata. Fino all’ultimo episodio, risalente al febbraio scorso: avrebbe seguito la figlia all’interno di un centro commerciale, anche in questo caso-secondo l’accusa- strattonandola ed urlandole in faccia.

 

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