di SARA CORDELLA (Grafologa forense)

La vicenda di Marco Mandolini sembra la trama di un film d’azione, ma è tragicamente vera. Mandolini era un sottufficiale dell’Esercito. Prestava servizio presso il 9 Reggimento “ Col Moschin “, il reparto speciale per eccellenza dell’Esercito. Uomini addestrati a compiere ogni tipo di missione. Mandolini aveva effettuato molte operazioni delicate. Era stato caposcorta del Generale Bruno Loi durante la missione “ Restor Hope “ in Somalia. La missione in Somalia era stata molto dura ed impegnativa. La Somalia era una incrocio di interessi inconfessabili, traffico di armi e di rifiuti. Durante “Restor Hope “ in Somalia si muovevano misteriosi personaggi.

Proprio mentre indagava su quanto accadeva in Somalia, viene uccisa Ilaria Alpi. Marco Mandolini invece torna dalla Somalia. Torna enormemente provato sia fisicamente che psicologicamente. Viene assegnato alla scuola di pattugliamento Nato in Germania. Nel giugno 1995 si trova a Livorno in licenza di convalescenza e per esami medici. Il 13/06/1995 viene ritrovato cadavere sugli scogli in località Romito a Livorno. Viene colpito da decine di coltellate e viene colpito alla testa con una pietra di circa 25 kg. Mandolini era perfettamente addestrato ad ogni forma di combattimento, quindi l’assassino doveva essere preparato fisicamente, addestrato al livello di Mandolini.

Le indagini non portano a nulla e l’indagine viene archiviata. Nel 2014, grazie all’interessamento dei familiari, le indagini ripartono. Viene trovato un D.n.a che potrebbe essere quello dell’assassino. Nel novembre 2014 arriva una lettera anonima di minaccia ai familiari di Marco Mandolini. Nell’agosto 2015 arriva alla Procura di Livorno una lettera anonima che parla di una agenda di Mandolini contenente elementi importanti. Agenda scomparsa. E’ notizia di oggi che il fratello di Marco Mandolini ha trovato un bigliettino anonimo. L’uomo si era recato a Livorno in località Romito per rendere omaggio alla lapide in ricordo del fratello. Quando ritorna alla propria auto, presa a noleggio, e sotto il tergicristallo trova un biglietto manoscritto.

Sul biglietto un breve messaggio “ Gridi Folgore ad Ercole. Cerca l’aquila che non vola e troverai il diavolo rosso“. I familiari hanno consegnato il biglietto ad un consulente per una consulenza grafologica. Ovviamente non è possibile fare una analisi grafologica mancando il reperto, è possibile però una analisi di linguistica forense sul testo riportato dagli organi di stampa. Ercole era il nome in codice di Marco Mandolini. Aquila che non vola potrebbe essere il riferimento a qualche ex appartenente al “Col Moschin “. Arriviamo ora al diavolo rosso.

Una ricerca su internet ci porta a questo articolo , http://www.inchiostroscomodo.com/?p=252. Come si può leggere l’articolo è del 13/11/2013. La vicenda di Marco Mandolini viene associata a “diavolo rosso “. Secondo gli autori dell’articolo “diavolo rosso “ potrebbe essere un individuo, o un reparto o il nome in codice di una operazione sotto copertura. Nell’articolo citato viene fatta l’ipotesi che “Diavolo Rosso “sia il nome in codice di una operazione sotto copertura condotta da un gruppo di mercenari altamente addestrati per conto di servizi segreti italiani, tedeschi, Usa.

La base operativa sarebbe tra Croazia e Nord Italia. Ovviamente non possiamo sapere se l’ipotesi su “Diavolo Rosso“ sia fondata, non possiamo stabilire il grado di affidabilità del bigliettino anonimo. Detto questo rimane un dato certo, il nome di Mandolini era associato a diavolo rosso già dal 2013 e l’articolo era di libera consultazione. Questo non significa che siamo davanti ad un mitomane, ma è un dato oggettivo che deve essere considerato. L’omicidio di Marco Mandolini è stato associato a diverse vicende misteriose degli ultimi anni, l’omicidio di Ilaria Alpi, la morte di Vincenzo Li Causi.

Li Causi era un agente del Sismi e capo di un centro Gladio. Li Causi muore nel 1993 in Somalia. Si ipotizza che Li Causi abbia fornito informazioni a Ilaria Alpi. Servizi segreti, Gladio, criminalità organizzata, traffici illeciti, questo è lo scenario che ruota intorno alla morte di Marco Mandolini. Se il suo omicidio può essere collegato a queste vicende saranno le indagini a stabilirlo. L’analisi di linguistica forense deve limitarsi a dati oggettivi. Lo scopo di questa sommaria analisi è sia fornire una chiave di lettura e sia dimostrare la potenzialità della linguistica forense.

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