“Chloe, sei stata rilasciata per atto di generosità enorme da parte del gruppo della morte nera (…) ogni tipo di disobbedienza (…) comporterà la tua eliminazione”. Sono alcuni passaggi di una lettera trovata dalla Polizia postale nel pc di Lucasz Herba, il 30enne polacco di Birmingham finito in carcere il 17 luglio scorso per aver rapito, assieme al fratello Michal Konrad, Chloe Ayling, modella inglese di 20 anni attirata a Milano con l’offerta di un servizio fotografico, tenuta segregata e messa all’asta sul web.
“Il tuo rilascio – avrebbe scritto Herba – avviene con un avvertimento che dovresti leggere con molta attenzione. Sei sicuramente consapevole del tuo valore sul mercato della schiavitù degli esseri umani e sottolineo che questo non è un fatto personale, ma sono affari. Per il tuo rilascio abbiamo considerato vari fattori. E’ stato commesso un errore prendendoti, specialmente considerando il fatto che sei una giovane madre che non dovrebbe in nessun caso essere sequestrata”.
Modella rapita, lettera dei carcerieri
Un'immagine contenuta nel materiale rilasciato dalla polizia di stato durante una conferenza stampa a Milano sulla vicenda della 20enne modella britannica drogata e sequestrata a Milano, 5 agosto 2017. La ragazza è stata poi messa in 'vendita' forse a fini sessuali sul cosiddetto dark web partendo da una base d'asta in Bitcoin equivalente a circa 300 mila euro. Il sequestro si è verificato dall'11 al 17 luglio: la modella è stata rilasciata da uno dei suoi carcerieri, un anglo-polacco poi fermato dalla polizia e che avrebbe confessato. La giovane sarebbe stata liberata perché ha un figlio, cosa che andrebbe contro le 'regole' dell'organizzazione. Non si è ancora capito se si sia trattato di un sequestro con contestuale truffa sul web a danno degli ipotetici acquirenti o se invece l'obbiettivo fosse davvero un rapimento di neoschiavisti online del sesso. ANSA/UFFICIO STAMPA POLIZIA DI STATO ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++