L’orrore cominciava ogni volta che restavano soli in casa. Quando la mamma si allontanava era costretta a vivere l’incubo degli abusi, perpetrati da chi, invece, avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Per mesi ha tenuto tutto per sé, poi a scuola ha approfittato di un tema per sfogarsi e raccontare le violenze subite dal padre. Un compito in classe di una studentessa 14enne si è trasformato in una denuncia, grazie alla segnalazione dell’istituto che ha consentito alla polizia di avviare le indagini e confermare quanto scritto in quel foglio protocollo.

“Non rimanere in casa da sola con papà”, le aveva detto la madre, come emerge dal colloquio avuto dalla donna con la dirigente scolastica, dopo lo sfogo della figlia nel tema. Un avvertimento, come emerge nell’ordinanza del gip, nato da un episodio simile accaduto alla primogenita, oggi ventottenne. In quell’occasione, però, l’uomo aveva promesso alla moglie “che non si sarebbero più verificati fatti analoghi”. Ora il padre, agente di polizia penitenziaria di 54 anni, è stato allontanato dalla famiglia, tenuto sotto controllo attraverso il braccialetto elettronico per l’accusa di violenza sessuale.

 

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