“Mi è apparso stanco e dimagrito”. Così l’avvocato Deborah Abatezaro, legale di parte civile per la famiglia Ceste, ha descritto in una pausa del processo Michele Buoninconti che questa mattina è comparso in Corte d’assise d’appello, a Torino, per il processo d’appello dopo la condanna a 30 anni per l’omicidio della moglie, Elena Ceste. Il cadavere fu rinvenuto circa nove mesi dopo la scomparsa della donna, nell’ottobre del 2014 sull’argine di un torrente, il rio Mersa a meno di un chilometro dalla loro casa. Secondo l’imputato la donna si allontanò da casa in preda da un delirio psicotico, ma questa versione venne smentita dai figli.

Questa mattina davanti alla prima sezione della Corte d’assise d’appello, presieduta da Fabrizio Pasi, si è svolta fino ad ora la relazione del presidente della Corte poi toccherà a intervenire ai legali e al pm. Il processo come in primo grado si svolge con rito abbreviato e a porte chiuse. Nessuna dichiarazione dai genitori di Elena Ceste usciti dall’aula per la pausa.(askanews)

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