In data odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Como e del Raggruppamento Operativo Speciale di Roma – Reparto Crimini Violenti, al termine di  una meticolosa indagine che sinora ha portato all’arresto di sette persone con riferimento all’omicidio perpetrato il 14.10.2015 ai danni di Alfio Molteni, hanno eseguito misure coercitive della libertà personale emesse dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di:

 

 

  • Daniela RHO, nata a Cantù (CO) il 05.05.1971, ex moglie di Alfio Molteni,

 

 

 

  • Alberto BRIVIO, nato a Seregno (MB) il 30.09.1967

 

 

I due sono accusati in qualità di mandanti dei seguenti reati:

atti persecutori ai danni dell’architetto Alfio Molteni (delitto di cui all’art. 612 bis cp),

  • incendio in data 27.5.2915 dell’autovettura Range Rover dell’architetto Molteni (delitto di cui all’art. 423 cp, perpetrato da Luigi Rugolo e Giuseppe De Martino, quali esecutori materiali),
  • danneggiamento in data 26.7.2015, commesso da Vincenzo Scovazzo , in concorso con  Salvatore Crisopulli (fratello di Michele Crisopulli), a seguito di specifica richiesta di Rugolo e dietro compenso di mille euro, attraverso l’esplosione di  otto colpi di arma da fuoco cal. 9 x 21 della finestra dell’abitazione della vittima (delitto di cui all’art. 635 cp) ,
  • detenzione e porto di una pistola automatica cal. 9x 21 da parte di Rugolo, Scovazzo , in concorso con  Salvatore Crisopulli (fratello di Michele Crisopulli),
  • omicidio ai danni di Alfio Molteni (unitamente a Luigi Rugolo come mandante e Vincenzo Scovazzo e Michele Crisopulli quali esecutori materiali, già sottoposti alla misura cautelare in carcere per il medesimo reato, e dietro compenso di dieci mila euro),
  • detenzione e porto di una Pistola Cal. 38 o 357 MAGNUM,

Il materiale probatorio nei confronti dei due odierni indagati è costituito da:

 

  1. interrogatori resi al P.M. da Michele CRISOPULLI, Stefano POSCA (arrestati il 21.3.2016 nell’ambito delle indagini riguardanti la morte dell’arch. Molteni), Salvatore CRISOPULLI, fratello di Michele Crisopulli, Giuseppe De Martino, Luigi Rugolo (gli ultimi due arrestati il 13 luglio 2016;
  2. verbali di dichiarazioni. rese dai testimoni presenti al momento della consumazione degli atti intimidatori e la sera del 14.10.2015;  
  3. i messaggi di posta elettronica trasmessi dalla vittima in cui ricostruiva i pedinamenti ed il suo stato timore;
  4. acquisizione ed esame dei filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza privati e comunali, installati lungo le principali arterie stradali e i centri abitati ubicati sull’ipotetica via di fuga utilizzata dai responsabili;
  5. acquisizione degli atti del procedimento civile di separazione tra Daniela RHO ed Alfio Molteni, intentato presso il Tribunale di Como
  6. acquisizione ed analisi dei tabulati telefonici delle utenze ritenute d’interesse investigativo, nonché dei traffici telefonici transitati sulle celle serventi le aree d’interesse;
  7. analisi ed accertamenti tecnici svolti su tali acquisizioni probatorie che ricostruiscono gli spostamenti degli indagati in corrispondenza dei giorni di consumazione dei delitti contestati, collocandoli mediante le rispettive utenze telefoniche sulle località e nei momenti in cui si consumavano le dinamiche degli agguati;

attività d’intercettazione telefonica ed ambientale e sui relativi servizi di osservazione e pedinamento.

 

In base a tale materiale probatorio si è accertata una sequenza di condotte delittuose progressivamente sempre più violente ed aggressive nei confronti dell’indagato, iniziata allorquando Alfio MOLTENI aveva revocato il suo consenso all’accordo di separazione consensuale con l’ex moglie Daniela RHO ed aveva promosso giudizio di separazione giudiziale con addebito.

– con un’attività di pedinamento e di telefonate anonime (posta in essere da Luigi Rugolo, incaricato direttamente da Alberto Brivio, che agiva di intesa con Daniela Rho, con la quale si è accertato intratteneva una relazione sentimentale) e proseguita:

– con una minaccia posta in essere a Cabiate  il 25.7.2014 da parte di Luigi Rugolo e Giuseppe De Martino che agendo su richiesta di Alberto Brivio e Daniela Rho ed utilizzando un bastone ed una sfera di metallo cercavano di costringere l’arch. Molteni ad uscire dalla sua autovettura, dopo che questi aveva riaccompagnato le figlie a casa della ex moglie,

–  con l’incendio dell’autovettura Range Rover della vittima perpetrato a Mariano Comense, dietro richiesta  di Alberto Brivio e Daniela Rho, da Rugolo e De Martino in data 27.5.2015,

– con l’incendio della finestra dell’abitazione di MOLTENI avvenuto in Carugo, nella notte tra il 17 e  18 giugno 2015 ad opera di RUGOLO e DE MARTINO , dietro richiesta  di Alberto Brivio e Daniela Rho;

con l’esplosione di otto colpi di arma da fuoco all’indirizzo della finestra dell’abitazione di MOLTENI Alfio sita in Carugo perpetrata  in data 26.7.2015  (dietro richiesta  di Alberto Brivio e Daniela Rho, su mandato di Rugolo  e dietro compenso di mille euro) ad opera di Vincenzo Scovazzo e  Salvatore Crisopulli, fratello di Michele,

con l’omicidio commesso in data 14.10.2015 a Carugo ai danni dell’arch. Alfio Molteni da Michele Crisopulli, Vincenzo Scovazzo (dietro richiesta  di Alberto Brivio e Daniela Rho, su mandato di Rugolo e dietro compenso di dieci mila euro).

Il movente di tutti i reati contestati ed in particolare dell’omicidio del 14 ottobre 2015 va ricondotto alla turbolenta separazione tra la vittima Alfio Molteni e Daniela Rho, ai contrasti intercorsi tra i due sull’affidamento delle figlie (che la RHO cercava di ottenere in via esclusiva) . Le indagini hanno altresì evidenziato che gli atti intimidatori antecedenti l’omicidio sono stati utilizzati dalla RHO per dipingere Molteni come persona dalle frequentazioni equivoche e pericolose e come pretesto perchè a Molteni fosse impedito, da parte del Tribunale di Como, di  vedere le figlie, per preservarne la incolumità.  

 

Il 17.6.2015 il Tribunale di Como con successivo provvedimento stabiliva che le minori trascorressero il fine settimana presso l’abitazione del padre con pernottamento dal successivo 20 giugno;

 

nella notte tra il 17 e  18 giugno 2015 veniva perpetrato l’incendio della finestra dell’abitazione di MOLTENI ad opera di RUGOLO e DE MARTINO , dietro richiesta  di Alberto Brivio e Daniela Rho;

 

in data 29.07.2016, subito dopo l’esplosione dei colpi di arma da fuoco verso la finestra dell’abitazione di Alfio Molteni (risalente al 26.7.2015), Daniela RHO presentava tramite i suoi legali istanza ex art 700 c.p.c. con la quale chiedeva ed otteneva l’interruzione dei rapporti e pernottamenti delle bambine presso il padre, evidenziando l’esistenza di un grave pericolo per l’incolumità per le bambine derivante dagli atti intimidatori subiti dal padre Alfio Molteni;

 

il 5.10.2015 il Tribunale di Como emetteva ordinanza con la quale rigettava la richiesta di incontri protetti avanzata da Daniela RHO e provvedeva ad assegnare la casa coniugale alle figlie, nonché a ripristinare  gli incontri delle bambine con il padre presso l’abitazione familiare senza la presenza della madre e/o altri operatori;

 

il 12.10.2015, due giorni prima dell’omicidio, Daniela RHO presentava un nuovo ricorso ex art. 700 c.p.c. al fine di ottenere la sospensione del provvedimento del 05.10.2015 (il ricorso veniva però rigettato con ordinanza emessa inaudita altera parte in data 13.10.2015;

 

il giorno successivo, 14.10.2015, Vincenzo SCOVAZZO e Michele CRISOPULLI, su richiesta di RUGOLO Luigi e dietro la promessa di un compenso pari a 10.000, cagionavano la morte di Alfio MOLTENI attingendolo al corpo con un colpo di arma da fuoco.

 

Il giorno dell’omicidio (14 ottobre 2015), poche ore prima, Daniela RHO si era informata sul numero di targa della Volkswagen Polo in uso ad Alfio Molteni.

Gli arresti in data odierna chiudono, a quasi un anno dall’omicidio ai danni di Alfio Molteni, una indagine caratterizzata da una estrema complessità e condotta con rara tenacia dagli inquirenti e seguono quelli, operati in tre precedenti fasi dell’indagine,

nei confronti dei due responsabili del furto (commesso il 9 ottobre 2015 a Bovisio Masciago) della FIAT UNO utilizzata dagli esecutori materiali dell’omicidio ai danni dell’arch. Molteni per recarsi a Carugo ed esplodere il colpo di arma da fuoco che ne cagionava la morte,

nei confronti di Michele Crisopulli (ritenuto responsabile, unitamente a Rugolo e Vincenzo Scovazzo dell’omicidio ai danni dell’arch. Molteni e della rapina dell’autovettura di ques’ultimo), nonché di Stefano Posca, accusato di aver dato alle fiamme (unitamente a Michele Crisopulli) l’autovettura VW dell’arch. Molteni nonchè di favoreggiamento in favore di Michele Crisopulli, nonché nei confronti di Luigi Rugolo, Vincenzo Scovazzo, Giuseppe De Martino.

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