Tre ore e 45 minuti di interrogatorio, su sua richiesta davanti al procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando. Alla fine una confessione piena: «Sono colpevole di tutto, condannatemi all’ergastolo». Poi: «Vorrei essere io al posto di Gloria, sepolto al cimitero. Io l’ergastolo me lo devo prendere ma l’ergastolo lo deve prendere anche Roberto Obert», l’amante complice arrestato assieme a lui a febbraio. «Invece mia madre Caterina in carcere non ci deve stare perché non ha fatto niente, non sapeva nulla. Mia madre Caterina è come Gloria, sono loro le mie due vittime, ho distrutto la mia famiglia, ho tolto la madre a mio fratello che ne ha bisogno. Vorrei essere io al cimitero, al posto di Gloria».

Legge i giornali e vede la tv. Anche i genitori in lacrime di Gloria Rosboch: «Ne sono rimasto sconvolto e chiedo loro scusa di quello che ho fatto, e accetto che non vogliano ascoltarmi, io sono nel posto giusto per chi ha ucciso». Ancora l’ombra di Roberto Obert, l’amante complice che gli avrebbe suggerito. «Potevo dirgli no – ha detto al procuratore – non l’ho fatto. Dobbiamo fare l’ergastolo, noi, ma non chi non c’entra». E cioè la madre.

Gabriele Defilippi, 23 anni, in carcere dal 18 febbraio scorso con il complice-amante Roberto Obert, 55, e la madre Caterina Abbattista, 46, per l’omicidio di Gloria Rosboch è torna a sorpresa stamane davanti al pm di Ivrea Giuseppe Ferrando. E’ il suo quarto confronto con gli investigatori. Questa volta è stato lui stesso a chiederlo, con l’idea di chiarire tutti gli ultimi punti ancora oscuri del delitto. Cioè la pianificazione, il momento in cui fu deciso (e da chi) di «far sparire Gloria», colpevole di averlo denunciato dopo essersi impadronito dei suoi risparmi. Intanto i giudici del riesame non si sono ancora pronunciati in merito all’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati difensori di Caterina Abbattista, Matteo Grognardi e Erica Giardino. (Fonte: LA STAMPA)

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