C’è un primo colpevole per la morte assurda e atroce di Luca Varani. Manuel Foffo, ieri pomeriggio, è stato condannato a 30 anni di carcere, con rito abbreviato, dal gup Nicola Di Grazia. Mentre il complice, Marco Prato, verrà processato con rito ordinario a partire dal 10 aprile.

Ma ci sono ferite, soprattutto quelle dell’anima, che nessuna condanna può rimarginare. La perdita di un figlio è un vuoto incolmabile. E Silvana e Giuseppe Varani, genitori di Luca, ucciso un anno fa durante un festino hard a base di droga e alcol, non riescono a nascondere la loro delusione. «Non solo hanno martoriato il nostro unico figlio, ma hanno tolto la vita anche a noi. E adesso il dolore è ancora più forte, perché per Foffo ci voleva l’ergastolo, non una condanna a 30 anni. Tra 30 anni questo esce ed è tutto finito. La pena di morte la danno agli innocenti. L’hanno data a noi». E ancora: «Gli hanno pure tolto l’accusa della premeditazione e dei futili motivi. È un’ingiustizia, la legge deve tutelarci e invece gli hanno dato solo 30 anni mentre noi dobbiamo andare dallo psicologo per la troppa sofferenza».

Il pm Francesco Scavo aveva sollecitato sia la premeditazione, sia gli abietti e futili motivi, ribadendo l’inaudito violento accanimento sul povero Luca. Che venne seviziato per ore, in un gioco sadico e spietato che gli diede una morte lenta e atroce. Centosette colpi, tra pugnalate e coltellate, stordito dall’alcover, un farmaco che gli venne offerto a tradimento con il cocktail che gli fu offerto appena arrivato in un appartamento della periferia est di Roma.

«Volevamo vedere cosa si prova a uccidere a qualcuno» raccontarono i due assassini, che selezionarono Varani tra una serie di potenziali vittime. Il casting dell’orrore terminò con una telefonata, alle 7 del mattino del 4 marzo scorso, a Luca per invitarlo al festino in cambio di denaro. Morì per uno shock dovuto al dissanguamento, quindi non per le conseguenze dirette di una singola coltellata che lo ha raggiunto al torace. Il gup ha disposto una provvisionale di 200 mila euro per i genitori, mentre il difensore di Foffo, l’avvocato Michele Andreano sottolinea il rammarico «per il mancato riconoscimento dell’infermità mentale del mio assistito. Otto nostri periti hanno dimostrato che ha importanti lesioni organiche cerebrali, ma il giudice non ne ha tenuto minimamente conto».

Fonte

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.