>Ha ucciso l’uomo che aveva investito sua moglie. Per mesi, il dolore lo aveva lacerato.
Lo ha aspettato per strada e lo ha freddato con almeno 4 colpi di pistola. La tragedia si è consumata a Vasto in provincia di Chieti, davanti al bar di viale Perth. Italo D’Elisa, il 21enne che l’estate scorsa ad un semaforo aveva investito con l’auto la moglie di Fabio Di Lello che viaggiava in scooter, aveva raggiunto il locale in bicicletta ed è stato freddato proprio mentre usciva dal bar.  A sparare è stato il marito della giovane sfortunata. Dopo la vendetta, di lui si erano perse le tracce, ma si è poi costituito ai carabinieri, dopo qualche ora. Il primo luglio scorso, il tragico incidente. Roberta Smargiassi, secondo le ricostruzioni, si trovava a bordo del suo scooter Yamaha Sh650 quando si scontro’ con una Fiat Punto guidata da Italo D’Elisa, all’incrocio tra Corso Mazzini e Via Giulio Cesare, a Vasto. Dopo l’impatto la ragazza si schiantò contro il semaforo che regolava l’incrocio, ricadendo pesantemente sull’asfalto. Morì in ospedale dopo il ricovero. Il violento impatto con lo scooter mandò la Punto contro un’altra auto in transito. Di Lello e’ attualmente in stato di fermo dopo essersi costituito. Con lui ci sono gli avvocati Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. Il giovane Fabio Di Lello è molto conosciuto nel mondo sportivo abruzzese per essere stato calciatore nei tornei dilettantistici abruzzesi.  “Italo D’Elisa, dopo aver ucciso Roberta, nell’incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente. Dava fastidio al marito di Roberta. Quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi”. Lo ha dichiarato pubblicamente il legale di Di Lello, Giovanni Cerella, intervistato da Radio Capital. “D’Elisa – continua l’avvocato – tre mesi dopo l’incidente aveva ottenuto il permesso per poter tornare a guidare la moto, perché gli serviva per andare a lavorare”. Fabio era sotto shock, era depresso per la perdita della moglie, andava molto spesso al cimitero – spiega ancora il legale – pensava giustizia non fosse stata fatta ma incontrandolo non ho mai avuto l’impressione che stesse ipotizzando una vendetta”. (FRANCESCA CAPIZZI)
 

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