Un ragazzo è stato ucciso dal padre violento e le autorità italiane non hanno fatto abbastanza per evitare l’epilogo di una drammatica vicenda domestica. La Corte europea dei diritti umani ha condannato il nostro paese che non ha “protetto una madre e suo figlio” e in particolare “non ha adottato tempestivamente le misure” necessarie “dopo una denuncia per violenza coniugale”. La condotta delle autorità, si legge, ha creato “una situazione di impunità favorevole alla reiterazione di atti di violenza che hanno poi portato al tentato omicidio” della donna “e alla morte del figlio”.
“Il 25 novembre 2013 la signora Talpis ha chiamato di nuovo la polizia per una lite con il marito, portato in ospedale in stato di ebbrezza. Dopo essere stato dimesso”, l’uomo “alle 2.25 è stato fermato in strada e identificato mentre camminava ubriaco. E’ stato multato e gli è stato permesso di tornare a casa. Attorno alle 5 del mattino, armato di un coltello da cucina è entrato nell’appartamento abitato dalla famiglia e ha aggredito la donna. Ha accoltellato suo figlio, che aveva cercato di separare i genitori”. Il ragazzo “è morto per le ferite riportate”. La madre è stata ripetutamente colpita al petto. L’assassino è stato condannato all’ergastolo a gennaio del 2015.
Sulla base degli atti, la Corte -con 6 voti contro 1- ha ritenuto che sia stato violato l’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. All’unanimità, il collegio ha decretato la violazione dell’articolo 3 (Proibizione della tortura) e, con 5 voti contro 2, ha ravvisato la violazione dell’articolo 14 (Divieto di discriminazione) abbinata agli articoli 2 e 3.
Le vittime “hanno vissuto in un quadro di violenza tanto grave” da giustificare la definizione di “maltrattamenti”. Secondo la Corte le autorità italiane non hanno operato in maniera adeguata e, in particolare, hanno agito in maniera “incompatibile” con l’articolo 3 della Convenzione. La signora “è stata vittima di discriminazione come donna”, afferma la Corte stigmatizzando “l’inazione delle autorità che hanno sottovaluto la violenza in questione e essenzialmente l’hanno avallata”. (adnkronos)