Marco Pantani non è stato ucciso. L’indagine sulla sua morte verrà archiviata dal Gip del tribunale di Rimini, Vinicio Cantarin.

Dopo anni di indagini pare che la si sia chiuso il cerchio attorno al giallo del campione di ciclismo. “La pista dell’omicidio è un’ipotesi fantasiosa”, scrive Cantarini, motivando dettagliatamente, in 35 pagine, l’archiviazione del procedimento. Insomma un passo quello del Gip che di fatto archivia definitvamente anche le ipotesi che possa esserci un complotto dietro la morte del campione di ciclismo. Di fatto la procura aveva riaperto le indagini a fine luglio 2014. Il gip nell’aromentare la chiusura delle indagini arriva ad una conclusione chiara sulla vicenda: la morte del ciclista “è stata dovuta ad assunzione, certamente volontaria e autonoma, di dosi massicce di cocaina e psicofarmaci antidepressivi”.

E ancora, si legge nelle carte: “Marco fu vittima, per sua mano, di quelle stesse sostanze in cui aveva cercato disperatamente sollievo”. Nel decreto si legge che il decesso di Pantani è “verosimilmente attribuibile all’assunzione fortemente eccessiva del farmaco tramipramina”. Di fatto dunque cade l’ipotesi omicidio che aveva sostenuto per diverso tempo l’avvocato De Rensis in diverse uscite pubbliche soprattutto nei talk show televisivi. Insomma come sottolinea ilGiorno viene posta per il momento la parola fine ad uno dei gialli più controversi che hanno colpito lo sport italiano.

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