federica farinelladi Maria Tridico

Se la sono presa, Federica non si sarebbe mai allontanata da sola volontariamente” A parlare è Francesco Farinelli, padre della bellissima Federica, la trentenne (all’epoca della scomparsa), sparita nel nulla il 2 settembre 2001 dalla casa di campagna della famiglia, a Montechiaro d’Asti. La famiglia non ha mai smesso di cercarla e il padre, distrutto dalla mancanza della figlia, ha investito le sue forze nell’Associazione Penelope Piemonte ricoprendo, con tenacia e coraggio, la carica di presidente.

Signor Farinella, sono passati quasi tredici anni dalla scomparsa di Federica. Mi racconta cosa è successo quel 2 settembre 2001?

L’estate del 2001 abbiamo passato le ferie in Sicilia, la mia terra natia. Nel mio paese mancava l’acqua perciò, mentre io costruivo un pozzo nel mio giardino, mia moglie e mia figlia sono andate in un villaggio turistico nei pressi di Siracusa per circa quindici giorni. Il viaggio di ritorno lo abbiamo fatto in macchina con la compagnia di mia nipote e appena arrivati siamo andati a mangiare una pizza. Era una serata, come può vedere, serena e tranquilla. Il giorno dopo avevamo organizzato un pranzo con mio figlio, che aveva appena fatto ritorno dal campeggio in Sardegna, e con mio fratello. Proprio con quest’ultimo, io e e Federica, abbiamo passato gli ultimi momenti insieme. Io e mio fratello ci siamo allontanati di poco e al nostro rientro Federica non era più li. Da quel giorno non l’ho più rivista.

Sua figlia dove può essere andata? Aveva amicizie sbagliate?

Se la sono presa, ne sono certo. Mia figlia faceva la modella, aveva fatto corsi di recitazione e aveva perciò tante amicizie nel campo dello spettacolo. L’unica amicizia “diversa” era quella nata con un tunisino che le dava ripetizioni di francese. Non credo ci sia mai stato del tenero tra di loro ma questo ragazzo era l’unico che sapeva che lei stava andando in campagna. Il tunisino, che solo successivamente ho scoperto aveva una famiglia, è sparito nel nulla. L’altra amicizia strana, su cui ho dei forti dubbi, è quella nata in quel villaggio vacanze; lì ha conosciuto un restauratore bergamasco che le disse “se papà di fa arrabbiare da me c’è sempre un posto”. Conoscevo il nome, ho cercato nella rubrica del cellulare di Federica ma ho scoperto che a quel numero rispondeva una persona diversa.

Com’è nata la collaborazione con Penelope?

È nata per caso. Di Penelope ne avevo sentito parlare qualche volta in tv ma, solo quando sono entrata sulla pagina Facebook, ho conosciuto l’associazione. Sono andato ad un convegno a Torino, lì ho raccontato la storia di mia figlia e poi sono diventato presidente. La scomparsa di mia figlia è una cosa atroce. Più passa il tempo e più diventa pesante la sua mancanza. Mi addormento e penso al suo sorriso stupendo. Ecco perché ho deciso di aiutare chi, come noi, si trova in questa situazione così angosciante.

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