Si è rimesso immediatamente ai fornelli Mario Cattaneo, riaprendo la sua osteria-tabaccheria di Gugnano di Casaletto Lodigiano, dopo che venerdì notte, dal fucile da caccia che imbracciava, è partito un colpo che ha freddato un romeno che si era introdotto, con tre complici, all’interno del suo locale.

Il motivo dell’apertura subito dopo i fatti l’ha voluto spiegare lo stesso Cattaneo: “In queste ore, mi sento giù di morale, non a posto, preoccupato. Ho, quindi, bisogno di sentire la vicinanza delle tante persone che oggi ho voluto riaccogliere. Della loro espressa solidarietà. E non mi sento nemmeno abbandonato dallo Stato. Proprio per questo, fin da subito, ho detto, su quanto accaduto, tutto quello che è realmente successo. Io sono sceso in tabaccheria, venerdì notte, solo per paura che, diversamente, avrebbero potuto salire i ladri dalla mia famiglia, dai miei nipotini, avendo l’abitazione sopra il locale. Loro, prima hanno tentato di bloccarmi – ha proseguito, mostrando i lividi – poi mi hanno trascinato a terra per diversi metri: volevano strapparmi il fucile. Ma io non mollavo perché sapevo che c’era un colpo in canna e che, se avessero preso il controllo dell’arma, avrebbero potuto spararmi. Quando sono riuscito a impossessarmi del fucile, è partito il colpo che ha ammazzato uno dei complici, che non è chi mi ha tolto l’arma. Questo è accaduto – ha concluso, prima di andare a cucinare per le 70 persone che hanno pranzato nel suo locale – e questo ho riferito agli inquirenti; e ho piena fiducia che mi credano”.

 

 

 

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