Dopo 17 anni di carcere e altri di affidamento ai servizi sociali, Patrizia Reggiani non è più socialmente pericolosa. E’ per questo che, per la vedova dell’imprenditore Maurizio Gucci, per il cui omicidio è stata condannata a 26 anni come mandante, la Procura di Milano ha dato parere favorevole alla revoca di quei tre anni di libertà vigilata che ancora le spettavano dopo che, nei mesi scorsi, aveva finito di scontare la pena detentiva. Il giudice di Sorveglianza, Roberta Cossia, deciderà nei prossimi giorni, ma il nulla osta della Procura è un passo significativo verso la piena libertà per l’ex dark lady. Lascia il settimo piano di Palazzo di Giustizia “sollevata”, accompagnata dal legale che l’ha assistita per tutti questi anni, l’avvocato Danilo Buongiorno. Ha problemi di salute: “Sto male – racconta – ho avuto un’operazione alla gamba”. “Sono sollevata perché non sapevo neanche che ci fossero altri tre anni: non avevo capito un tubo”. Crede ancora di essere innocente? “Temo di sì – risponde senza scomodare quella formula di “non colpevole” a cui ogni tanto ricorreva nelle interviste – sono stati commessi degli errori”. “Non bisognava fare entrare la Auriemma in un pollaio tranquillo”, spiega con il suo linguaggio colorito, riferendosi alla cosiddetta maga Auriemma, che nel processo fu anch’ella condannata per l’omicidio di Gucci, accaduto nella centralissima via Palestro nel ’95: “Mi sono fidata delle persone sbagliate”. Tra pochi giorni, quindi, potrebbe essere una donna libera. “Ma io mi trovavo bene – conclude – anche al Victor residence”, ovvero San Vittore.

 

fonte: www.ansa.it

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