Rischiano fino a diciotto mesi di carcere i torturatori e gli assassini di “Angelo”, il cane ucciso brutalmente “per gioco”, come loro stessi si sono giustificati, da quattro ragazzi di Sangineto, piccolo centro in provincia di Cosenza.

angelo

L’attenzione sull’episodio è stata rinfocolata dopo che ieri sera il programma di Italia! Le Iene ha mandato in onda un servizio nel quale l’inviata è stata di fatto costretta, dietro consigli odei carabinieri, a lasciare il paese, che continua a fare quadrato attorno ai quattro aguzzini di Angelo.

Quello che ha colpito è stata l’omertà e le minacce, registrate con un microfono nascosto, a parte le assurde giustificazioni del gesto. Eppure, la correlazione tra maltrattamenti agli animali e violenza interpersonale, è ormai dimostrato a livello scientifico.

14718849_10209459489717256_8235020014025706325_n

Come si legge sulla Rassegna italiana di criminologia, infatti,

Nella letteratura scientifica, soprattutto statunitense, è in corso dagli anni 60 in poi un nutrito dibattito sulla relazione tra la crudeltà su animali e la violenza interpersonale. Nato nel 2009 un progetto italiano, LINK-ITALIA, ha creato e svolto una ricerca su tale relazione per poter fornire un primo stato dell’arte a livello nazionale. Un team multidisciplinare ha analizzato 278 casi in cui a uno o più maltrattamenti su animali sono seguiti reati contro la persona. Gli abusatori sono risultati maschi nel 93% dei casi, di cui il 17% bambini o adolescenti. Le vittime sono risultate: donne nel 54% dei casi, bambini 24%, anziani 3%, uomini 5%, vittime miste 14%. Nel 61% dei casi la vittima donna ha evitato o rallentato l’allontanamento dall’abusatore per paura di quello che sarebbe successo ai propri animali. Nel 19% dei casi la vittima umana è deceduta. Le principali tipologie di abuso collegato sia a vittime animali che a vittime umane sono risultate essere: violenza domestica, violenza sessuale, stalking, bullismo e reati collegati alla malavita organizzata. Data la maggiore diffusione percentuale di pet, il maltrattamento su animali in Italia può avere collegamenti con abusi su umani e un potenziale effetto preventivo di tali abusi in misura probabilmente maggiore rispetto agli Stati Uniti. Tali risultati vengono confermati dalla parallela prima applicazione di metodi di analisi statistica multivariata, analisi PCA, in ambito criminologico italiano. L’applicazione di metodi di statistica multivariata può aggiungersi alla statistica tradizionale usata in ambito criminologico fornendo spunti e idee agli operatori nell’ambito della violenza interpersonale non evidenziabili tramite l’analisi di una variabile alla volta. A seguito dei risultati ottenuti, per una raccolta dati più completa e approfondita, sono stati attivati protocolli di intesa e collaborazione con unità di polizia giudiziaria, associazioni di avvocati, comunità di assistenza vittime, scuole, carceri, associazioni. Sono stati creati e resi operativi due rifugi in grado di ospitare animali vittime o di vittime di violenza domestica e un rifugio in grado di ospitare vittime umane con i loro animali.

(antonio murzio)

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata