I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale Ordinario e da quello del Tribunale per i Minorenni del capoluogo, su richiesta delle rispettive Procure della Repubblica, nei confronti di otto italiani (due 15enni, quattro 17enni e due 19enni), ritenuti responsabili a vario titolo di lesioni personali gravissime e rapina.

Gli arresti, tutti eseguiti nel capoluogo, in zona “Corvetto”, giungono a coronamento di una complessa attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione Milano – Porta Romana e Vittoria, con il contributo dei colleghi del Nucleo Informativo di Milano, che hanno identificato i responsabili della violenta aggressione avvenuta nella notte del 22 gennaio scorso in via Montemartini, ai danni di due ragazzi di 20 e 25 anni, all’uscita da una discoteca. Gli uomini dell’Arma hanno ricostruito come il gruppo di giovanissimi, spinti anche da motivazioni omofobe, avevano finto di essere stati urtati con una spallata da 3 ragazzi, appena usciti dal locale notturno, al solo fine di ingiuriarli e successivamente aggredirli. In particolare, il 20enne era stato colpito al volto con numerosi pugni e, una volta accasciatosi a terra, anche con calci, e con una bottiglia di vetro in testa, fino a causarne la perdita dei sensi e lesioni personali giudicate guaribili in 40 giorni. Dalle mani gli erano inoltre stati strappati lo smartphone e il portafogli. Il 25enne, invece, era stato fatto segno di un pugno al volto, in seguito al quale si era accasciato a terra, riportando una prognosi di 30 giorni. Il terzo amico era scampato al pestaggio riparando nell’autovettura parcheggiata a brevissima distanza, da dove aveva dato l’allarme, chiamando i soccorsi.

Le indagini, avviate dai Carabinieri e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario e da quella presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, sono partite dall’acquisizione dei filmati dell’aggressione e dai tabulati di traffico sul telefono rapinato, ceduto qualche giorno dopo i fatti ad un 30enne marocchino, il quale ha fornito una dettagliata descrizione del venditore, rapidamente identificato in un 17enne della zona grazie all’approfondita conoscenza del territorio da parte dei militari operanti. Specifici servizi di osservazione discreta posti in essere nei pressi e all’interno del locale notturno, nonché la visione e l’analisi delle fotografie delle serate danzanti pubblicate sui social network, hanno permesso di ricostruire il circuito relazionale del 17enne e di identificare gli altri aggressori immortalati dalle telecamere di sorveglianza.

I Carabinieri hanno anche appurato come il “branco” di violenti, qualche minuto prima del pestaggio, avesse fatto oggetto di insulti omofobi anche un altro gruppetto di ragazzi, scampati all’aggressione solo grazie al sopraggiungere del taxi che avevano poco prima chiamato e a bordo del quale erano riusciti ad allontanarsi.

Ma il gruppo di minori era dedito anche alla condotta di rapine in danno di altri ragazzi. Infatti, tra i minorenni destinatari della misura restrittiva, un 15enne e due 17enni sono ritenuti responsabili anche delle rapine di 4 smartphone, commesse il 25 marzo e l’8 aprile scorsi in zona “Brenta” ai danni di 4 ragazzi, colpiti con schiaffi, pugni e in un caso anche con un casco.

Al termine delle operazioni, i maggiorenni sono stati condotti a San Vittore, mentre i minori sono stati associati presso l’Istituto Penale Minorile “Beccaria”, dove rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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