Prova a uccidere la ex e lo scrive su Facebook: “Purtroppo non ci sono riuscito” Redazione 5 Dicembre, 2016 Violenza di genere Giusi Fasano per “il Corriere della Sera” Un uomo prova ad ammazzare la sua ex, lei sopravvive e lui scrive su Facebook: «Purtroppo non ci sono riuscito». Tempo qualche ora e l’anonimo signor Pino diventa un personaggio. Gli scrivono a decine e finché la pagina non viene oscurata sotto la sua frase compaiono l’uno in fila all’ altro commenti degni del peggio che c’è. Qualche esempio: «Hai tutta la mia solidarietà», «Dovevi spararle in testa. Dritto per dritto», «Ci sarà sempre una seconda possibilità», «Ritenta, sarai più fortunato», «Tutti con te, Pino», «Non hai creduto abbastanza in te stesso, amico», «Non smettere mai di seguire i tuoi sogni», «Daje che alla prossima fai centro», «Prossima volta abilita la mira assistita, agli inizi del gioco bisogna prenderci la mano». E avanti così, più le faccine che ridono a crepapelle, le gif animate, i montaggi fotografici… E, tanto per ricordarlo: non parliamo di chi vomita insulti, offese sessiste o minacce del tutto teoriche (che – sia chiaro – sono comunque gravissime). Stavolta siamo un passo oltre, parliamo di un valanga di parole finite sul Web a partire da un caso reale, una donna che ha rischiato di morire con una pallottola nella pancia. Lui si chiama Pino Lama, 59 anni, lei Cristina Bruno, 51. Sullo sfondo delle loro vite c’è Ginosa Marina (Taranto). «L’uomo – riassume il rapporto dei carabinieri – il mattino del 30 novembre 2016 esplodeva un colpo di pistola calibro 9×21, risultata regolarmente detenuta, attingendo all’addome la vittima con cui aveva intrattenuto in passato una relazione sentimentale. La donna, che riusciva a divincolarsi, venendo altresì colpita con il calcio della pistola alla testa, sebbene ferita, riusciva a raggiungere la propria abitazione da cui chiedeva i soccorsi e a seguito delle lesioni riportate, veniva ricoverata e medicata. L’uomo, invece, si dileguava a bordo del proprio autoveicolo». Si dileguava, lui. E non per correre in caserma a costituirsi dopo aver realizzato la gravità di quel che aveva fatto. No. Si dileguava per correre da qualche parte e scrivere post sulla sua pagina Facebook. Il primo sembra il messaggio d’ addio di un aspirante suicida: «Chiedo scusa a tutti, in particolare a mia Madre e ai miei Figli. Teresa prenditi cura della mia Cris» (il cane, ndr). Ma, sempre ammesso che il suicidio fosse nelle sue intenzioni, nemmeno in punto di morte Pino Lama trova pentimento: «Cristina Bruno, era la fine che meritavi» commenta credendo di averla uccisa. Errore. Lei è sopravvissuta. In qualche modo lui viene a saperlo e che fa? Scrive il nuovo messaggio e aggiunge l’ emoticon con la faccina triste. In effetti è giù di corda, il nostro signor Pino, perché «purtroppo non ci sono riuscito» si rammarica. Accanto al suo fallimento starebbero bene milioni di emoticon. Faccine allegre. Condividi:Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) SEGNALAZIONI Scrivi Cancella commentoLa tua email non sarà pubblicataCommentaNome* Email* Sito Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.