Dalla bara in legno pregiato contenente  il cadavere di una donna ricucito dopo l’autopsia e avvolto in un sudario, al corpo mummificato di Elisa, ritrovato a 16 anni dalla scomparsa nel sottotetto di una chiesa. E ancora dal calco del volto del cadavere sfigurato di Elizabeth Ann Short, la Dalia Nera fino alla riproduzione del busto della saponificatrice di Coreggio, Leonarda Cianciulli. E’ un vero museo dell’arte criminale che riporta ai delitti più famosi quello che si trova a Olevano di Lomellina. A crearlo Roberto Paparella, che per lavoro si occupa di criminologia e che, per passione, ha raccolto nel suo museo centinaia di oggetti legati al “lato oscuro”.
Una raccolta cominciata per gioco vent’anni fa e divenuta col passare degli anni sempre più seria, varia e numerosa, arricchendosi di pezzi d’arte creati dallo stesso studioso del crimine di Muggiò, che per passione è anche restauratore.

Oggetti autentici che si mischiano a “falsi d’autore” e che creano un’atmosfera suggestiva.

Un modo diverso di raccontare la morte: dagli strumenti di tortura alle mummie e agli scheletri, dalle teste ai libri antichi.
Qui, come sosteneva Lombroso, si possono incontrare “vittime e carnefici che possono finalmente raccontare la loro storia”.

Museo di Arte Criminologica di Roberto Paparella
via Cascina Bianca, 1
Olevano di Lomellina (PV)
email: cascinabianca@libero.it
mobile: 3333639136
pagina Facebook: https://www.facebook.com/robertopaparella

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